DON BENVENUTO COMMENTA IL VANGELO DI DOMENICA

Umili per credere

Potremmo dire che Dio fa cose meravigliose anche tra i pagani e con i pagani, anche se non lo conoscono e non lo adorano. E questo proprio perché Dio è il Dio di tutti, anche di quelli che non lo riconoscono. Gli altri cosiddetti dei sono solo frutto di fantasia umana ma di fatto non esistono. Esiste solo Lui, il Dio che si è rivelato ad Abramo e a Mosè e soprattutto si è rivelato pienamente mandando a noi il suo Figlio Gesù.

Già domenica scorsa abbiamo sentito il re di Babilonia Nabucodonosor chiamato “servo di Dio”. Oggi sentiamo che dopo circa settanta anni è il Signore che suscita lo spirito di un nuovo re: Ciro di Persia, che prima conquista Babilonia, la distruttrice di Gerusalemme, e poi dà l’ordine di ricostruire ciò che Nabucodonosor aveva distrutto, in particolare il tempio di Dio. Inoltre permette al popolo di Dio di ritornare in Palestina, alla propria terra. Abbiamo così un’altra prova di come Dio tiene saldissimamente nelle proprie mani la guida della storia e di tutte le vicende umane, allora come oggi.

Anche il centurione del Vangelo è un pagano: comandante di soldati, ma a sua volta deve ubbidire ai suoi superiori (i generali di Roma), è parte dell’esercito della dominazione romana, per la mentalità comune era sempre un impuro e chi stava con lui diventava impuro anche lui.

Eppure questo pagano aveva delle qualità straordinarie: amava il popolo ebraico e ha perfino collaborato costruendo per loro la sinagoga. Era molto rispettoso della mentalità ebraica che lo considerava impuro e per questo non voleva mettere Gesù in imbarazzo chiedendogli di entrare in casa sua (cosa che Gesù stava facendo). Ma questo fa emergere la sua fede che neanche gli ebrei, apostoli compresi, avevano raggiunto: Gesù può fare tutto con “una parola!” A questo punto gli stessi apostoli non erano ancora arrivati. E Gesù loda la fede matura di quest’uomo che dal punto di vista istituzionale era ancora pagano! “Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma dì una parola e il mio servo sarà guarito”. Che finezza d’animo e che preghiera stupenda!

Ricordiamoci che noi cristiani l’abbiamo fatta nostra: ogni volta che ci accostiamo a ricevere l’Eucaristia preghiamo con le parole del centurione, che era un pagano!

Spesso si sente Gesù che si lamenta della poca fede delle persone. Perfino a Pasqua Gesù rimprovera gli apostoli per la loro mancanza di fede. E’ bello sentire oggi la gioia di Gesù nell’avere finalmente trovato un uomo dalla fede molto grande!

Chissà se anche noi cristiani oggi abbiamo per gli stranieri, per i non credenti, per gli atei, per chi ci domina, per i fedeli di altre religioni gli stessi preconcetti degli antichi ebrei nei confronti dei dominatori romani. Vorrebbe dire dimenticare che il nostro Dio è il Dio di tutti, che conosce il cuore di tutti i suoi figli, che sa fare con loro cose meravigliose come ha fatto con il re Ciro di Persia e come ha fatto con il centurione di Cafarnao!

Don Benvenuto Riva parroco di BallabioDon Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio

Scarica il foglietto –> Avvisi 19 agosto 2018

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