DON BENVENUTO COMMENTA IL VANGELO DI DOMENICA

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Continuiamo anche oggi la riflessione che abbiamo iniziato domenica scorsa: è apparso Gesù di Nazaret al termine di una lunga storia durata circa duemila anni. Quante volte la sua venuta è stata promessa ad Abramo, a Mosè, a Davide, ai profeti! E’ vero: forse qualche volta in termini un po’ misteriosi ma poi Giovanni, l’ultimo dei profeti, l’ha addirittura indicato fisicamente. Avendo visto Gesù di Nazaret venire a lui, proclamò alle folle che lo seguivano: “E’ Lui il Messia promesso da Dio, è Lui che toglie il peccato del mondo!”

Chi ha ascoltato la parola di Giovanni? Qualcuno, certo, ma accogliere Gesù di Nazaret in tutta la sua semplicità e umanità (con il suo corpo uguale al nostro, che ha bisogno di nutrirsi per vivere, che ha bisogno di riposare dopo essersi stancato, che condivide i nostri stessi sentimenti) rimaneva un’impresa molto ardua per gli israeliti! Essi credevano nel Dio Santo e Altissimo: come mai questo Gesù che dice di essere mandato da Dio ha un corpo come il nostro con tutte le sue fragilità e poi si mescola pure con i peccatori? Che Dio è questo? E con quale pretesa questo Gesù parla di Dio e dice di essere pure Lui Dio così che ora abbiamo due dei? Non si è sempre insegnato che crediamo in un Dio solo?

Gesù sa benissimo che accogliere tra noi un Dio Uomo è molto difficile: questo è addirittura superiore alle nostre forze. Con amarezza Gesù dice: “Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste”. La difficoltà di accogliere Gesù in tutta verità, per colui che è veramente, è difficile anche per noi come per gli antichi ebrei. Lasciati a noi stessi non ce la faremo mai. E allora?

Gesù nella sua predicazione dà a tutti una indicazione chiarissima nel Vangelo di oggi: “Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me”. E poco dopo: “Se credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me”.

Ecco la via che ci indica Gesù: la Scrittura parla di lui, in tutta verità! E’ vero che Gesù intendeva gli scritti di Mosè e dei profeti. Noi con tutta la sua Chiesa abbiamo aggiunto i Vangeli e le testimonianze degli apostoli e dei loro scritti. Anche questi per noi sono vera Scrittura: è Dio stesso che parla a noi e cosa ci dice: ci parla del Figlio, ci parla di Gesù!

Qui dobbiamo riflettere onestamente? La stiamo percorrendo questa via? La parola di Dio è nostro vero cibo? Non conoscere la Scrittura vuol dire non conoscere Gesù. Stare lontani dalla Scrittura vuol dire stare lontani da Gesù. E non serve a niente avere le belle Bibbie illustrate e commentate nelle librerie. Non serve neppure leggere molti commenti per istruirsi e collezionare molte informazioni sulla Bibbia. Gesù non ci chiede di studiare la Bibbia frequentando corsi biblici.

Bastano invece poche parole che si fanno entrare nel cuore sapendo che sono le parole che Dio dice proprio a noi in questo momento. Se c’è fede e amore allora sì che la Parola di Dio diventa nostro cibo e l’accoglienza di questa parola ci svela davvero la persona di Gesù come amico, come Fratello, come Salvatore, come nostro Dio!

Don Benvenuto Riva parroco di BallabioDon Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio

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