DON BENVENUTO COMMENTA IL VANGELO DI DOMENICA

Vangelo di domenica 4 novembre

Gesù è stato invitato a cena da uno dei capi dei farisei. È bello vedere che Gesù risponde a chi lo invita: siede alla tavola di pubblicani e peccatori, è accolto in casa da Marta e Maria, ora lo vediamo in casa di un capo dei farisei. Ma per lui si tratta sempre di occasioni di chiamare i peccatori a conversione oppure di insegnare qualcosa che riguarda il Regno di Dio. Lui è stato invitato ed ha risposto. Ma purtroppo nella vita succede che qualcuno viene invitato a una festa, a una cena ma non risponde. Sembra strano ma è così. Potremmo capire che qualcuno inviti altri a svolgere lavori pesanti. Allora se qualcuno dicesse: “Non ho voglia di lavorare, si fa fatica! Non ci vengo!” lo capiremmo di più! E invece succede che qualcuno prende le scuse più varie pur di evitare di partecipare a qualcosa di bello come una cena tra amici! A questo punto tutti saremmo d’accordo nel dire: “Io no, non sono così! Se uno mi invitasse a una bella cena dove si mangia gratuitamente e ci si diverte risponderei sicuramente di sì, andrei volentieri! Non sarei così sciocco da perdere così belle occasioni come hanno fatto quelle persone!”. Ma Gesù ci risponderebbe: “Siete voi quelle persone!”

Il Padre mio vi offre molto di più di una cena. Il Padre mio vi offre tutto il suo amore e vi ama perché siete sue creature. Il Padre mio vi offre la sua parola che dà vita e sapienza, che illumina le vostre menti e i vostri cuori. Il Padre mio vi chiama a partecipare alla sua alleanza: vi offre protezione, sicurezza di vita e amicizia. Il Padre mio vi offre me che sono suo Figlio perché anche voi diventiate come me, eredi del suo Regno. Questa è la ricca cena che il mio Padre vi ha preparato e voi siete degli “invitati speciali”. Ma voi mostrate di non apprezzare questi doni e vi preoccupate di altre cose che non sono in sé cattive ma sono molto piccole e passeggere. E allora cosa succede? Succede che il Padre, che è sovrabbondante di amore, desidera vedere la sua casa piene di gente contenta e allora chiama tutti, in particolare quelli che non hanno gustato niente della vita. Quei poveri, storpi, ciechi e zoppi nella vita non hanno alcuna possibilità di comprare un campo, di comprare cinque paia di buoi e andare a provarli, e neanche la capacità di sposarsi perché nessuno li vuole. Proprio loro sono nella condizione di gustare i grandi doni che il Padre ha preparato. Saranno proprio loro a cantare in eterno la grandezza dell’amore di Dio. Quando Gesù ha raccontato questa parabola forse aveva un intendimento preciso: gli invitati speciali erano i figli di Israele che non accoglievano Gesù in modo adeguato, cioè come un dono del Padre. Hanno preferito chiudersi nelle loro tradizioni e nel loro nazionalismo. Chi ha accolto con fede Gesù sono stati soprattutto i pagani.

Oggi però la storia può ripetersi con noi. Rischiamo anche noi di essere degli “invitati speciali” con il Battesimo ricevuto da piccoli, con la Parola di Dio ascoltata con abbondanza, con il Pane eucaristico sempre offerto su nostri altari nelle numerose chiese che abbiamo. Eppure guardandoci in giro per bene non sembra che siamo molto entusiasti e riconoscenti per questi doni. E allora succederà che quei miliardi di persone che al giorno d’oggi non conoscono ancora la bellezza della Parola di Dio, che non gustano come cibo il Corpo e il Sangue di Cristo, che non hanno ancora ricevuto il dono dello Spirito Santo un giorno riceveranno questi doni infiniti di Dio, sapranno apprezzarli e saranno essere infinitamente riconoscenti a Dio molto più di quanto abbiamo saputo fare noi.

Isaia 56 , 3 – 7  La mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli.

Lettera di san Paolo agli Efesini 2 , 11 – 22  Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.

Vangelo secondo Luca 1 4 , 1 .15 – 2 4 “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi” “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, perché la mia casa si riempia”.

Don Benvenuto Riva parroco di BallabioDon Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio

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