IL “FLOP” DI FINE ANNO IN CONSIGLIO COMUNALE: COME E PERCHÉ CI HANNO PERSO TUTTI

MINORANZE CONSIGLIO BALLABIO E CONSONNI

CONSIGLIO BALLABIO SEMIVUOTO DIC 18BALLABIO – Una figuraccia clamorosa, che sta facendo discutere ben al di fuori del territorio di Ballabio: consiglio comunale con numeri risicati, sindaca in ferie e altri due esponenti della sua lista assenti, le minoranze che “salvano” un voto delicato su temi di bilancio. Così per colpa di quella seduta convocata per il 28 dicembre e disertata dalla prima cittadina Alessandra Consonni, consapevole di non esserci viste appunto le sue ferie; forse però non era stata prevista la contemporanea mancanza in aula di due sodali di “Nuovo slancio” ovvero il capogruppo Domenico Scala e il consigliere Massimiliano Secchi.

A quel punto, sui banchi della maggioranza erano appena in sei – col numero legale per la validità del consiglio a quota sette. Insomma, se i 4 rappresentanti delle liste di opposizione avessero disertato l’assemblea, questa sarebbe “saltata” insieme all’approvazione di punti rilevanti all’ordine del giorno (bilancio di previsione triennale, Dup, IMU, Tari e Tasi…).

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CONSIGLIO COMUNALE BALLABIO OTT 18 MINORANZEMa le suddette opposizioni si sono comportate da minoranze, rimanendo in aula e dunque “salvando” quell’importante seduta. Senso di responsabilità? Forse. Potrebbe però esserci stata anche una sorta di “ignoranza” delle conseguenze dell’eventuale flop: c’è chi pensa infatti che il mancato voto del bilancio entro la fine dell’anno porti direttamente al commissariamento del Comune (e dunque i 4 “salvatori”) avrebbero per l’appunto tutelato l’amministrazione ballabiese evitando il dramma dell’intervento straordinario della Prefettura. Non è così, invece: entro un mese si sarebbe potuto riconvocare il consiglio, garantendo l’approvazione del bilancio e degli altri punti ed evitando l’arrivo del commissario in municipio.

Resta la figuraccia. Duplice.
consonni-scriveDa una parte, di chi non è stato in grado di organizzare una seduta comunque importantissima in modo tale da poter arrivare al voto senza problemi; dall’altro, da parte di quei presunti “oppositori che avendone l’occasione si sono lasciati sfuggire la chance di lasciare da soli i pochi presenti della maggioranza evidenziando l’assenza in particolare della sindaca. Evento questo piuttosto usuale nel confronto politico (si è assistito più volte a clamorose uscite dall’aula di consiglieri di minoranza e in qualche caso anche di esponenti della giunta, in Comuni piccoli e grandi). E nello specifico, se questo non aveva conseguenze rilevanti sul piano amministrativo – ma su quello politico sì – allora i signori Invernizzi, Paruzzi, Cedro e Pinuccia Lombardini hanno perso un treno importante. Avrebbero potuto mettere in difficoltà una maggioranza mai così ai minimi, ma non l’hanno fatto.

Con una opposizione (anzi: minoranza) del genere, anche un governo del paese così sbadato può tirare avanti senza problemi.

BN

 

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