DON BENVENUTO COMMENTA IL VANGELO DI DOMENICA

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Ascoltandolo Gesù si meravigliò… Chi è quest’uomo che ha fatto meravigliare Gesù? Gesù ha lodato la sua grande fede e fa capire che è quella fede che lui si aspettava anche dagli altri Israeliti e certamente oggi se l’aspetta da noi. Quest’uomo è un comandante di soldati, abituato a dare ordini e constatare che viene prontamente obbedito. A sua volta anche lui, non essendo né imperatore né generale, è abituato ad obbedire ai suoi superiori. Ecco: lui è un uomo che obbedisce e a sua volta si fa obbedire. In fondo la vita è semplice: tutto ruota attorno a una parola detta, a un ordine dato che deve essere eseguito. Non c’è molto spazio per le vuote discussione che spesso degenerano in pettegolezzi senza senso e senza fine e non c’è spazio neppure per i ragionamenti difficili su Dio e sul mondo. Quest’uomo è affezionato a un servo della sua casa. Dice a Gesù: Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente. Chissà se qualche volta queste stesse parole le abbiamo dette anche noi a proposito di qualche nostro familiare!

E Gesù con molta premura dice: “Io verrò e lo guarirò”. Aveva già guarito tanti ammalati ed è disposto a guarire anche questo. Lo fa per dare un segno della tenerezza di Dio: Dio vuole che l’uomo stia bene, Dio vuole il nostro benessere e vuole che tutti noi sappiamo che Dio non è geloso della nostra felicità ma vuole che siamo veramente felici e in pace. Ma a questo punto emerge quel tratto della vita di quell’uomo che non era emerso da nessun altro Israelita. Lui pensa, anzi è profondamente convinto, che Gesù sia più o meno come lui, cioè un uomo abituato a comandare e a farsi obbedire, un uomo la cui parola conta molto, la cui parola è potente! Ha avuto un grande intuito! Le cose stanno proprio così! Gesù è Lui il primo vero obbediente: la Parola del Padre Lui la accoglie con amore e il senso della sua vita è proprio obbedire alla parola del Padre che vuole che tutti gli uomini siano salvi! D’altra parte Gesù condivide la potenza del Padre creatore del mondo: Gesù comanda e anche il vento e il mare gli obbediscono, le potenze malefiche fuggono, i lebbrosi sono guariti, chi ha difficoltà a camminare balza in piedi e cammina, i ciechi vedono e i sordi odono: tutto avviene perché Gesù dà un ordine. Quello che conta è la potenza di una parola, di un ordine. Quest’uomo, che non conosceva la legge di Mosè e i profeti, che era un pagano e faceva parte dell’esercito straniero e invasore, ha colto Gesù nella pienezza del suo essere: potente in parole e in opere. Superficialmente sembra anche un po’ maleducato: a Gesù che si offre ad andare in casa sua praticamente gli dice di no, non lo accoglie in casa. Ma la motivazione è molto profonda: è talmente convinto della potenza della sua parola di salvezza che anche un breve viaggio sarebbe un disturbo e una fatica non necessaria. Basta una parola, un ordine, ma non una parola qualunque, ci vuole un parola di Gesù!

Gesù poi apre il nostro sguardo al mondo intero e ci fa capire che in tutto il mondo ci sono persone che non conoscono direttamente Dio ma che hanno un cuore buono e retto come quello del centurione! Queste persone che verranno dall’oriente e dall’occidente siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli! Ma poi aggiunge: mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre!

Cogliamo un unico grande insegnamento quest’oggi: anche noi abituiamoci a vedere Gesù come una persona la cui Parola è vita per noi, è forza, è consolazione, è luce per i nostri passi. E per quanto riguarda noi mettiamo al centro della nostra vita la parola obbedienza. Il senso e la gioia della nostra vita sta in questo: ascoltare la parola di Gesù e metterla in pratica! E’ questa la nostra obbedienza e qui troveremo la nostra salvezza!

Don Benvenuto Riva parroco di BallabioDon Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio

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–> avvisi 10 febbraio 2019

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