DON BENVENUTO COMMENTA IL VANGELO DI DOMENICA

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Saremmo portati a dire che oggi abbiamo ascoltato la chiamata dell’apostolo Matteo. Matteo è il nuovo nome di Levi che di mestiere faceva l’esattore delle tasse per conto del governo romano. Un mestiere non brutto in sé, ma rischioso per la continua occasione di appropriarsi dei soldi altrui in una maniera esagerata così che gli esattori erano considerati naturalmente ladri di professione. Ma per gli ebrei che facevano quel mestiere c’era anche il rischio di essere sempre a contatto con i pagani considerati impuri e quindi diventare impuri esse stessi. Così era Levi Matteo. Ma della prontezza e generosità con cui ha seguito Gesù parleremo un’altra volta.

Vogliamo invece fissare il nostro sguardo su Gesù che viene criticato proprio perché sceglie Matteo, peccatore di professione, va a casa sua a mangiare, instaura con lui una vera amicizia e familiarità, anzi questa amicizia Gesù laestende anche ad altri peccatori, amici di Matteo. Cosa che è espressamente proibita dalla Legge! E’ evidente che chi frequenta le cattive compagnie impara a fare il male. Anche la nostra sapienza popolare dice: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!”. Ecco dunque Gesù che frequenta le cattive compagnie e dà scandalo alle persone per bene. Queste poi si lamentano ma non vanno da Gesù a dire: Perché fai così? Lo dicono ai discepoli ed è Gesù che se ne accorge!

E allora ci dice una cosa che nella vita di tutti i giorni è già chiara ed evidente di per sé: non sono i sani che vanno dal medico, ma i malati! Su questo siamo tutti d’accordo perché è quello che facciamo anche noi: se stiamo bene di salute non andiamo dal medico per farci curare. Questo per quanto riguarda la salute fisica.

Ma per quanto riguarda la salute spirituale le cose cambiano e molto! Prima di tutto perché le malattie dello spirito come l’egoismo, la durezza di cuore che è incapacità di amare, non sono facili da individuare come una malattia fisica. Così è anche per l’invidia, per ogni sorta di avidità, di inganni, di pensieri cattivi, di stoltezza e di violenza anche solo verbale. E poi perché è diffusa una mentalità che porta a puntare il dito contro chi commette azioni esternamente sbagliate (come Matteo che rubava) e allora si dice che chi sbaglia deve pagare. Quasi sempre si intende che a sbagliare sono gli altri e devono pagare mentre io, in fondo, non ho fatto niente di male. Poi sopravviene un senso di pudore o realismo e si ammette di aver fatto, sì, qualcosina di male, ma poco.

Gesù vuole distruggere questo modo di pensare e dice chiaramente che se Lui è venuto nel mondo, è venuto perché è Salvatore e vuole salvarci dal peccato che è la malattia e la morte dello spirito. Davanti a Lui che ci conosce in profondità non esiste colui che ha fatto solo un pochino di male. Lui ha versato il suo sangue sulla croce perché siamo tutti grandi peccatori ma la sua misericordia invade tutte le pieghe più profonde del nostro cuore e ci insegna che cosa vuol dire avere un cuore di carne infiammato di amore invece che un cuore di pietra.

Facciamo dunque crescere in noi questa coscienza di essere grandi peccatori che ha attirato su di sé lo sguardo infinitamente buono e misericordioso di Dio che vuole trasformarci e attirarci a sé. Togliamo da noi stessi ogni pensiero di vendetta, di mancanza di perdono, di giudizi avventati nei confronti degli altri. Teniamo presente ancora una volta l’esempio del nostro padre s. Ambrogio che quando accoglieva un peccatore e sentiva le sue colpe piangeva anche lui perché vedeva se stesso in quel peccatore! Ma erano lacrime di purificazione e di gioia perché i suoi occhi si aprivano sulla infinita misericordia del Signore!

Don Benvenuto Riva parroco di BallabioDon Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio

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–> avvisi 24 febbraio 2019

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