DON BENVENUTO COMMENTA IL VANGELO DELLA TERZA DOMENICA DI PASQUA

Gesù luce del mondo

Verso la fine di settembre a Gerusalemme si celebrava la festa delle Capanne. Per 8 giorni gli Ebrei non vivevano nelle loro case ma si preparavano tende e capanne per commemorare la vita, nel deserto, dei loro padri quando uscirono dall’Egitto. Alla sera accendevano i fuochi per illuminare le case e le strade. Un modo di commemorare anche la colonna di fuoco che guidava gli Ebrei di notte, un segno della presenza amorevole di Dio che non abbandona il suo popolo. Gesù stava partecipando a quella festa ed era già in atto una discussione tra i Giudei sulla provenienza di Gesù e sulla sua identità.

Gesù scelse “l’ultimo giorno, il grande giorno della festa” per proclamare alla folla: “Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita!”. Il Vangelo ci narra purtroppo che immediatamente Gesù ha incontrato opposizioni e chiusure da parte degli scribi e dei farisei. Con tutti i loro ragionamenti sulla testimonianza è come se dicessero: “Ma noi perché dovremmo credere proprio a te? In base a che cosa? Noi abbiamo già la legge che ci è stata data da Mosè e questa ci basta!”. Non vogliono aprirsi al fatto che Dio, che aveva cominciato a rivelarsi ai loro padri come Abramo e Mosè, ora stava portando a compimento la propria rivelazione in Gesù di Nazareth e si stava rivelando proprio come il Dio AMORE. Gesù riassume questa situazione con le parole: “Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio!”. E’ una frase triste ma per grazia di Dio non ci riguarda.

Di fatto la fede a noi è stata donata e ci sforziamo di tenerla viva. Noi sappiamo bene che conoscendo Gesù conosciamo la profonda realtà di Dio che è Padre che ama il suo Figlio Gesù e in questo suo Figlio ama tutti noi che siamo suoi figli. Noi seguiamo Gesù e possiamo dire che davvero Lui è la luce della nostra vita. Noi non stiamo camminando nelle tenebre. Sapere che Dio ci ama perché semplicemente siamo suoi figli, noi siamo tutti fratelli, ci ha creati Lui e stiamo camminando verso di Lui, orientati a una vita eterna di comunione e pace nella sua casa. Questa è per noi la luce. Sapere che nelle incertezze e nelle insidie della nostra vita abbiamo un compagno di viaggio che ci prende per mano, ci aiuta , ci illumina e ci conforta e non siamo in balia di forze misteriose oscure e avverse.

Questa è per noi la luce. Sapere che anche quando cadiamo nell’errore e nel peccato abbiamo un Padre che ci comprende e ci perdona. Questa è la luce che sta illuminando e guidando la nostra vita e tutto questo si è realizzato solo perché Gesù è entrato a far parte della nostra vita. La vicenda che ci è stata narrata dal Vangelo culminerà con una discussione sempre più aspra fino a quando i Giudei prenderanno dei sassi per lapidare Gesù e cacciarlo fuori dal tempio, come abbiamo già letto in Quaresima. La nostra vicenda personale deve invece culminare nella lode: “Ti ringrazio, Gesù, luce della mia vita.

Tu mi hai salvato da una vita nelle tenebre, Tu mi hai chiamato a vivere nella luce. Io ti ringrazio e ti loderò per sempre”.

Don Benvenuto Riva parroco di BallabioDon Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio   

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–> avvisi 5 maggio 2019

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