CAMPAGNA ELETTORALE AD ALTA TENSIONE: CONSONNI DENUNCIA I “VOLANTINATORI ANONIMI”

CONSONNI E VOLANTINI

volantino anti consonni SCUOLABALLABIO – Partita da tempo, la campagna elettorale in vista di Ballabio 2020 vede innalzarsi e non poco i toni – soprattutto a causa di “misteriosi” volantini che più volte sono comparsi (senza firma) in paese. Ad elevare la temperatura della competizione nelle urne prevista la prossima primavera ci pensa il foglio di famiglia – un giornale on line senza molti lettori gestito ora dal marito, a suo tempo direttamente da Alessandra Consonni – che annuncia come sia stata “presentata denuncia presso la Questura di Lecco“. E la sindaca ci mette su anche il carico da 11, spiegando le ragioni della denuncia di cui sopra: “Poichè, in relazione a queste attività compiute da uno o più soggetti anonimi si considerano vari reati e violazioni, e poichè l’ignoranza o, peggio, la malafede non costituiscono attenuanti“.

Fa sorridere, nello stesso testo, leggere che “queste uscite anonime (i volantini, ndr) sembrano aver segnato più di un autogol proprio per la parte politica che, nelle intenzioni, vorrebbero favorire”. A detta del Corriere di casa Consonni, poi, in tutto ciò “si registra il silenzio degli esponenti della precedente amministrazione comunale che, nonostante la “macchia” di essere stati commissariati dal prefetto, vengono ancora ritenuti possibili candidati delle prossime comunali“.

deon e pontiggia MINICiò vale, visto dal mondo consonniano, “per Luigi Pontiggia, Manuela Deon o Luciano Cedro, ma anche per altri personaggi accreditati come prossimi competitori elettorali, tipo Luca Goretti: nessuno è sinora intervenuto per stigmatizzare i volantini”.

Tornando alla denuncia verso gli anonimi volantinatori, c’è da augurare alla sindaca che la sua nuova “segnalazione” contro qualcuno abbia migliore fortuna rispetto alle precedenti: in altre occasioni infatti le accuse contro questo giornale sono state regolarmente rimbalzate dalle varie autorità interpellate. Prima dall’AGCOM proprio in margine a una campagna elettorale (quella del 2010) e più recentemente quando l’Ordine dei Giornalisti ha archiviato le richieste di intervento su innumerevoli presunte violazioni disciplinari che BN e il suo direttore non hanno commesso.

S. T.

 

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