DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE – SECONDA DOMENICA DOPO PENTECOSTE

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Ricominciamo da capo. Perché? Perché domenica scorsa abbiamo ascoltato quanto di più bello e di più grande si possa ascoltare: Dio è amore, si è rivelato a noi, suoi figli, e ci ha chiamato tutti a far parte della sua vita d’amore donandoci il suo Spirito Santo. Non si può salire più in alto di così. Ricominciare da capo vuol dire ripercorrere dal principio quel cammino che ci ha portato lassù, vuol dire ripensare sempre meglio le tappe della nostra storia, che è una storia di amore.

La Parola di Dio di oggi, nonostante qualche leggera difficoltà, in fondo è semplice: ci dice che noi siamo creature uscite dalle mani del nostro Creatore, Dio, che ci ha messi in questo bellissimo mondo però affidandoci un compito. Oggi siamo invitati a pensare e a rispondere alla domanda: chi siamo noi? Chi sono io? Chi di noi può dire dove era cento anni fa? E fra cento anni dove saremo? E come mai siamo qui? E cosa dobbiamo e possiamo fare intanto che siamo qui? Ripensiamo alle prime parole del nostro CREDO: diciamo di credere in Dio che è PADRE e CREATORE. Siamo vivi, siamo qui perché qualcuno ci ha voluto bene, così tanto bene che ci ha chiamati a vivere. Non ci siamo fatti da soli, nessuno di noi! E ci rendiamo conto di avere tante cose meravigliose a cui purtroppo non diamo molta attenzione perché troppo facilmente diamo tutto per scontato: abbiamo occhi per vedere e orecchi per sentire, la lingua per parlare, ogni membro del nostro corpo è necessario, ognuno ha una sua funzione. Ma soprattutto abbiamo una mente per pensare e conoscere sempre più cose, abbiamo la capacità di fare memoria nella nostra coscienza, abbiamo sentimenti e cuore per amare! Questo e altro ci viene detto nel breve passo di un libro antico del IV secolo prima di Cristo, scritto da un certo Gesù figlio di Sirach. Lui ci invita a pensare a queste cose che sono alla portata di tutti, piccoli e grandi, ma pensare e contemplare queste cose dovrebbe essere un atteggiamento di tutti i giorni, non di un momento. Non tutti siamo chiamati a prendere una laurea, non tutti siamo chiamati a fare l’esame di maturità, chissà quanti si sono fermati alle elementari e qualcuno anche meno, ma tutti siamo chiamati ad essere sapienti! Questo figlio di Sirach ci invita ad essere sapienti coltivando le capacità della nostra mente e del nostro cuore.

Un modo di essere sapienti è quello di vedere che attorno a noi c’è un mondo fatto di tante cose bellissime: montagne e pianure, stelle, luna e sole, piante e animali, pesci e uccelli ma noi abbiamo qualcosa di più di loro. Noi siamo in grado di dialogare con ci ha creati, loro no! Contemplando la natura in tutta la sua forza, la sua varietà e la sua bellezza dobbiamo dire una sola cosa: Dio è veramente grande per aver fatto tutto in questo modo così meraviglioso ed è veramente buono per aver donato gratuitamente tutto a noi suoi figli!

Ma nella storia, purtroppo, le cose non sono andate così, né in passato né oggi: vedendo il sole tanti l’hanno adorato come un dio, vedendo la luna tanti l’hanno adorato come una dea, c’è chi ha adorato i serpenti perché creduti immortali, c’è chi ha adorato i vitelli perché portatori di fecondità, e c’è chi adora i soldi perché danno sicurezza e potere o chi, invece della luna adora la dea tecnologia perché a lei ci si affida per risolvere tutti i problemi. Tutto questo ce lo dice l’apostolo Paolo che invece ci invita a dare lode a Dio che ha dato all’uomo il sole, la luna, gli animali, e la mente per creare macchine moderne e complesse che ci possono aiutare e dovrebbero renderci più facile la vita.

Ma questo non è tutto: ci è stato dato anche un compito in questo mondo: quello di AMARE! Viviamo insieme con tante altre persone, esseri simili a noi nella dignità di figli di Dio. Lui ci ama tutti e chiede a noi di amarci e noi ci rendiamo conto che questo non è sempre facile! Infatti, con un po’ di meraviglia ci rendiamo conto che in questo mondo si può vivere in due modi: facendo il bene e facendo il male! Noi dobbiamo scegliere il bene ed evitare il male, ma non sempre ce la facciamo. E se qualcuno il male lo fa a noi Dio ci chiama a rispondere con il bene e non con il male. Amare anche chi ci ha fatto del male è veramente difficile e qui si apre davanti a noi una strada veramente lunga e in salita! Ma ad invitarci a fare questo è proprio Dio: Lui aspetta chi lo ha abbandonato, Lui sopporta chi lo offende, Lui si fa vicino a chi fa il male perché smetta di farlo e cominci a fare il bene.

Questo ce lo dice Gesù il Figlio di Dio, che conosce bene il suo e nostro Padre. Anzi ci dice ancora molto di più, e lo dice proprio a noi che lo ascoltiamo in questo momento: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro”. Anche se conosce le nostre debolezze e i nostri sbagli, non ha paura ad affidarci il compito così alto di essere come Dio! E’ proprio il caso di dire: Che Dio ci aiuti!

Don Benvenuto Riva parroco di Ballabio
Don Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio

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