DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE – QUINTA DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DEL BATTISTA

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Leggendo il Vangelo si scopre che il momento in cui Gesù ci ha dato un insegnamento così bello e così grande, non è dei più semplici e normali. Infatti Gesù è circondato da persone come il gruppo dei farisei e altri di cui poco prima si dice: “Allora i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi” (v. 15). Lo mettono alla prova sul tema delle tasse e del rapporto con i romani, che erano stranieri e dominatori. Poi sul tema della risurrezione dai morti.

E così anche oggi vediamo che un dottore della Legge lo interrogò per metterlo alla prova e quindi vedere di farlo cadere in qualche contraddizione, farlo cadere in qualche errore evidente così da essere facile condannarlo e toglierlo di mezzo.

Forse siamo pronti a condannare l’atteggiamento di quelle persone che volevano togliere di mezzo Gesù eppure dobbiamo stare attenti, perché può essere facile anche per noi avere verso Dio un atteggiamento aggressivo. E se non si tratta di vera aggressione si può trattare di indifferenza o di rabbia perché certe cose sono andate male e ci chiediamo perché lui, che può fare tutto, non le ha impedite. Oppure si può trattare di una specie di compravendita: Io lo prego tanto e cerco di essere fedele ma lui non mi ascolta! In questo elenco di atteggiamenti sbagliati possiamo mettere anche una specie di confusione mentale e di stanchezza per tutto quanto riguarda la fede e la vita cristiana così come ci è stata presentata dalla famiglia e della tradizione: ci sono tante cose da fare e da sapere, tanti riti da frequentare, libri da leggere, doveri da compiere, sacramenti da ricevere, preghiere da recitare, stile di vita da mettere in pratica. A un certo punto uno dice: “Non ce la faccio a stare dietro a tutto!” Oppure: “Ma è così difficile essere cristiani?”.

Oggi Dio ci viene incontro e finalmente ci dice: “Sì, hai ragione, non ce la fai a fare tutto, anzi non ci sono tante cose da fare e tanti motivi per cui correre. Fermati e pensa: c’è una cosa sola da fare, proprio una!” Dovremmo saper compiere questo primo passo, quello di fermarci e pensare per cercare di capire e scoprire quale è quella cosa che veramente dobbiamo cercare e poi fare. Già questo pensiero può essere liberante e facilitarci la vita.

 Poi, aiutati dalla lettura del Vangelo, sentiamo la parola “Amerai …!” E Gesù commenta: “Da questa parola dipendono tutta la Legge e i Profeti”. Quello che noi chiamiamo Bibbia e che è Parola di Dio scritta lungo i vari secoli passati in realtà ci dice una sola cosa: “AMA!”. Questa è la perla preziosa, questo è il tesoro, questa è l’unica cosa che dobbiamo fare: Amare! Ecco perché dobbiamo fermarci un po’ e pensare: dobbiamo vedere

se amiamo qualcuno e se ci sentiamo amati, dobbiamo vedere se amiamo Dio, dobbiamo vedere se cerchiamo l’amore con forza o se permettiamo che altri sentimenti possano dominare la nostra vita. Per esempio ci può essere la paura, la rabbia, l’aggressività, l’avidità, l’orgoglio e così via. Tutte cose che ci impediscono di amare. E se ci impediscono di amare vuol dire che non troveremo mai la gioia della vita, perché la vera gioia sta proprio nell’amare e sentirsi amati.

Dio stesso oggi ci parla e ci dice: “Io non voglio niente da te, io ti amo e desidero da te soltanto il tuo cuore, desidero che tu mi ami perché io ti ho dato la vita e tu sei mi figlio, tu sei mia figlia!”. Questo è tutto. Il resto è veramente marginale e per nulla importante perché è tutto passeggero e transitorio.

Semmai c’è una sola precisazione da fare e che Gesù stesso fa quando dice: “Il secondo è simile al primo”. Infatti non si tratta di un secondo comandamento. E’ sempre il primo e l’unico comandamento perché è evidente in ogni famiglia che amare il padre e la madre vuol dire anche amare i fratelli e le sorelle cui loro hanno donato la vita come l’hanno donata a me!

Certamente possiamo avere un senso di grande riconoscenza verso Dio che con la sua Parola illumina la nostra vita e le dà un senso pieno quando ci dice: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, amerai il tuo prossimo come te stesso” ma poi ci rendiamo conto che percorrere seriamente la strada dell’amore non è per niente facile. Gesù lo sa e per questo ci dona Lui stesso il suo Spirito che ci insegnerà ad amare come Lui ha amato!

Don Benvenuto Riva parroco di Ballabio
Don Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio

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