COVID E MONTAGNA: IL RACCONTO DELL’ESTATE ‘PIENA’ DELLE ATTIVITÀ TURISTICHE E PRODUTTIVE

Resinelli 31 maggio

marta rifugio portaPIANI DEI RESINELLI – “Un’affluenza da record, come non se ne vedevano dagli anni ’70: una specie di Ferragosto continuo”, così Ida dell’Azienda Agricola Pian delle Fontane, subito all’imbocco della traversata bassa, descrive l’estate 2020 ai Piani Resinelli. Montagne prese d’assalto in maniera “disorganizzata”: famiglie che litigano per accaparrarsi pezzi di pascoli su cui mangiare la schiscetta, giovani escursionisti improvvisati con “tanto entusiasmo ma zero consapevolezza” – come riporta Elisa del Forno della Grigna – che pretendono di salire in Grignetta coi mocassini, gli anfibi o addirittura a piedi nudi, come racconta Marta del Rifugio Carlo Porta (a destra). 

Un incremento significativo di gruppi anche numerosi, giovani e famiglie, nonostante la diffusione del Covid-19 in Lombardia non si sia mai fermata, neanche d’estate. “Mi ricordo il giorno in cui abbiamo riaperto il rifugio Porta dopo il lockdown” sorride Marta “noi come altri rifugi avevamo chiuso praticamente subito per un senso di responsabilità, e rivedere all’improvviso tutta quella gente intorno è stato un piccolo shock”.

resinelli pascoli vuoti

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L’Azienda Agricola Pian delle Fontane che nella prima ondata ha chiuso l’agriturismo non ha più riaperto al pubblico fatto salvo per la formaggeria, mentre il Forno della Grigna ha adottato con rigore tutte le norme previste dalla legge per limitare il più possibile la diffusione del virus. “Siamo stati insultati perché cercavamo di far rispettare le regole” racconta Elisa “la gente si arrabbiava perché non poteva bere il caffè al bancone”. E non è l’unica: “l’episodio più eclatante è stato il giorno in cui mi è toccato uscire per fermare una rissa in corso tra due famiglie di clienti in coda per entrare nella formaggeria”, riporta Ida, che poi aggiunge scherzando “avevano paura di restare senza formaggio?”. Frequenti i casi di negazionismo: “la gente minimizzava” dice Marta, “molti continuavano a dirmi che il Covid non esiste” aggiunge Elisa, “ci hanno messo davvero a dura prova” è la conclusione della Ida. 

RESINELLI 2 PARCHEGGIO PIENO PIAZZALE CHIAPPADel resto l’estate 2020 ha attirato ai Resinelli una buona fetta di pubblico assolutamente nuova, inesperta di montagna, che non aveva mai mangiato né dormito prima in un rifugio, “persone che ci hanno trovato un po’ a caso cercando su Internet”, racconta Elisa. Cosa che, in fin dei conti, fa ben sperare sul futuro dell’altopiano: “quando tutto questo finirà, non mancherà il lavoro per tutti” dice Ida “nel frattempo dobbiamo solo restare in piedi, perché il futuro ci metterà un po’ ad arrivare” conclude Elisa. “I rifugi sono il presidio sul territorio” dice Marta, “le persone che si avvicinano alla montagna hanno il diritto di sapere cosa facciamo. Se esiste un’emozione e un’etica dell’andare in montagna, le istituzioni dovrebbero occuparsi di più di trasmetterla”.

Una sfida che vale la pena di vincere per proteggere le montagne locali e nel contempo garantire ai Piani Resinelli un futuro pieno di prospettive, all’insegna del turismo sostenibile ma soprattutto consapevole. 

Sofia Bolognini