DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE: SECONDA DOMENICA DI AVVENTO

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La parola più importante di oggi  è certamente l’invito di Giovanni alla conversione: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”.  Il resto del brano del Vangelo di oggi ci offre una fotografia di quello che stava succedendo in quei giorni: tanta gente che accorre a vedere questo uomo cresciuto lontano dalla città e dalla vita normale degli altri, vestito in un modo molto povero, che si comporta come gli antichi grandi profeti. Alcuni, senz’altro, saranno andati spinti da curiosità, altri si sono avvicinati a lui prendendo sul serio le sue parole e scontenti della vita che facevano. Hanno trovato in lui una parola di speranza e di rinnovamento quando hanno sentito l’invito a pentirsi dei propri peccati. 

Tra coloro che si sono avvicinati a Giovanni c’erano i farisei, ossia un movimento di persone zelanti nell’osservare la legge alla lettera, pronti a disprezzare gli altri che erano ignoranti e incapaci di mettere in pratica la Legge. E poi vanno anche i sadducei, detentori del potere soprattutto economico, ricchi che pensavano che Dio li aveva benedetti e premiati con la ricchezza a causa del loro buon comportamento, il che non era vero. Queste persone Giovanni le accoglie in modo duro: “Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente?”. Tuttavia invita anche loro alla conversione, a cambiare vita. Probabilmente tanti di loro si saranno chiesti: “Perché dovrei cambiare vita? Io sto bene così. Vado al tempio, pago le tasse, conosco la Legge di Mosè e i profeti, prego tutti i giorni secondo quello che mi hanno insegnato, mi comporto bene, non sono come tutta questa gente che ha peccato e che mena una vita disordinata!”.  Ma anche il fatto che Giovanni per compiere la sua missione abbia predicato lontano dalla città di Gerusalemme e dagli altri villaggi è un chiaro segno che lui condannava il modo con cui si era sviluppata la religiosità predicata da questi uomini e fiorita nel tempio di Gerusalemme: sacrifici costosi e cruenti, lunghe preghiere, tanti riti da compiere esteriormente. E poi una vita quotidiana che non è conforme alla giustizia e all’amore del prossimo.

Insomma si è pronti a fare tante cosa anche in nome di Dio ma il cuore rimane lontano e freddo: Dio non lo si ama e neppure si ama il prossimo.  Si deve ricominciare da capo, mettere al centro Dio e amarlo con tutto il cuore e così comincia una vita nuova anche nelle relazioni con gli altri. Giovanni non sa ancora precisamente in che modo avverrà tutto questo, tant’è vero che quando sarà messo in prigione sarà preso anche lui da dubbi sul modo di comportarsi di Gesù che sarebbe venuto poco dopo. Ma una cosa la sapeva con certezza e la predicava con forza: tutto sarebbe stato frutto dell’azione dello Spirito Santo di Dio.

E questo è vero ancora oggi. Non abbiamo sentito anche noi qualche volta il desiderio di ricominciare da capo, di cancellare qualcosa del passato, di essere dispiaciuti di qualcosa che è successo ma che non si riesce e non si può cancellare né dimenticare? Non abbiamo forse coltivato qualche volta il desiderio di cambiare vita ma poi si conclude domandando: Che cosa faccio? Dove vado? Ormai è troppo tardi! Dovevo pensarci prima!  Oggi Giovanni Battista ci direbbe così: “Bene, fai bene a coltivare questi pensieri e ad avere questi desideri. Tu puoi fare una sola cosa: cerca Dio, mettilo al centro del tuo cuore, amalo: questo è il regno che predicavo! Questa è la conversione che invitavo a fare chi veniva a me presso il fiume Giordano. Oggi invito te a convertirti, cioè a cambiare rotta, scegliere un nuovo orientamento, prendere una decisione nuova: orienta la tua mente e il tuo cuore a Dio! Poi verrà il cambiamento: sentirai la tua vita rinnovarsi e ritrovare senso, gioia, freschezza. Ma sappi che questo rinnovamento della tua vita non sarà frutto dei tuoi sforzi ma sarà un dono di Dio a te, perché lui ti ama e usa verso di te tutta la sua misericordia”. 

Questo è il senso delle parole profetiche di Giovanni: “Io vi battezzo nell’acqua per la conversione ma colui che viene dopo di me è più forte di me: egli vi battezzerà nello Spirito Santo!”

Don Benvenuto Riva parroco di BallabioDon Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio

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