DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA DOMENICA DOPO NATALE

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Anche se siamo nei giorni del Natale di Gesù, queste parole del Vangelo ci narrano l’apparizione di Gesù Risorto ai suoi discepoli, sulla spiaggia del Lago di Galilea. Dopo una pesca particolarmente abbondante dovuta all’intervento di Gesù, i discepoli si riuniscono con Lui sulla spiaggia e Gesù li invita a fare colazione! Ma poi avviene l’incontro con Simon Pietro in cui per tre volte Gesù chiede: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu?” E per tre volte Simon Pietro gli risponde che lo ama, certamente. Ma amare Gesù significa seguirlo e condividere tutto della sua vita. E Gesù fa capire a Pietro che è proprio questo che lo aspetta: morire in croce come Lui, per amore suo, per amore di Gesù! Ecco perché Gesù gli dice: “Seguimi!”. Non è un invito a fare una passeggiata, un invito ad accompagnarlo per un tratto di strada, ma è un invito a condividere tutto della sua vita, fino alla morte per seguirlo nella gloria. E in quel momento Pietro si preoccupa del suo amico Giovanni, il più giovane degli apostoli. Ma Gesù ribadisce il suo invito: “Tu seguimi, non preoccuparti di lui”.

Di fatto è successo che Pietro è morto crocifisso durante la persecuzione di Nerone sul colle Vaticano (probabilmente nell’anno 67) mentre Giovanni gli è sopravvissuto 30 o 40 anni ed è diventato molto anziano, così che si era diffusa la convinzione che non sarebbe mai morto, anzi avrebbe visto il ritorno nella gloria del Signore Gesù. Ma così non è stato. L’apostolo Giovanni è morto anche lui, come tutti gli altri. Lo dice chiaramente il Vangelo di oggi: Gesù non gli ha mai detto: “Tu non morirai!”. Gesù ha semplicemente detto a Pietro: Tu seguimi in questo modo, lui ha un destino diverso dal tuo.

Quale è stato il compito che Gesù ha affidato a Giovanni nella sua lunga vita da centenario? Eccolo: quello di proclamare e custodire la verità del Dio fatto uomo, della Parola fatta carne! Nella sua lunga vita Giovanni ha visto il susseguirsi di tre o quattro generazioni, ha visto l’entusiasmo della fede di alcuni che hanno perseverato fino alla morte e di altri che si sono stancati di seguire il Signore, ha visto il nascere di tanti falsi predicatori e falsi maestri, e ha sentito anche persone che, pensando alla grandezza della divinità e alla piccolezza e alla miseria di noi uomini, sono arrivati alla conclusione di dire: Dio non potrà mai diventare uomo! L’uomo è troppo indegno di Dio che è santo! Quello che riguarda Gesù di Nazareth è un bel sogno, o forse una finzione! Dio ha fatto finta di diventare uomo, il corpo di Gesù era come un fantasma, non era un vero corpo! Giovanni ha sentito queste cose e con tutta la forza che aveva ha difeso la verità di Dio che si è fatto veramente uomo! Giovanni ha chiamato “Anticristo” gli uomini che predicavano quelle falsità!

Abbiamo sentito qualcosa di questa forza nella prima lettura di oggi: parla dei suoi occhi che hanno veramente visto, delle sue mani che hanno veramente toccato, delle orecchie che hanno veramente udito le parole del Figlio di Dio! Giovanni, che sentiva di essere il discepolo amato in modo particolare da Gesù, la sera del tradimento si è chinato.

Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio

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