DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA PASQUA

“Fratelli, a voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto”. È l’apostolo Paolo che si esprime così. Dunque c’è qualcosa che qualcuno ha trasmesso a Paolo e Paolo non lo tiene per sé ma a sua volta lo trasmette ad altri;in questo caso si riferisce ad alcuni abitanti della città di Corinto che hanno accolto quel messaggio. Tanti altri l’avranno sentito ma non l’hanno accolto perché sembrava a loro qualcosa di assurdo e addirittura fantasioso, frutto di menti malate o estasiate. Questi non l’avranno trasmesso a nessuno, o magari l’hanno riferito con l’intenzione di prendere in giro. Chi per primo ha parlato a Paolo? Con certezza noi non lo sappiamo. Forse erano ancora i giorni in cui si stava diffondendo la storiella diffusa dalle guardie pagate dai sacerdoti del tempio e dagli anziani del popolo: “Dite così: ‘I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo’. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione”. E per convincere i soldati a diffondere questa diceria “diedero a loro una buona somma di denaro”.

Oppure forse Paolo, che aveva già incontrato alcuni credenti in Gesù per arrestarli e metterli in prigione, aveva già sentito parlare di quel messaggio ma non gli aveva dato troppo peso. Anzi voleva combatterlo e negarlo. Ma alla fine ha ceduto perché un giorno con lui Gesù ha usato una maniera forte estra ordinaria: “Ultimo fra tutti apparve anche a me”. Paolo ha visto Gesù risorto che gli ha rivelato tutta la profondità e la bellezza del messaggio.Allora qual è questo messaggio? Non si tratta soltanto di credere che un morto ha ripreso a vita come aveva fatto Lazzaro che aveva attirato una folla di curiosi poi nel giro di qualche giorno anche quella curiosità sarebbe svanita.

Dopo qualche anno anche Lazzaro sarebbe morto nuovamente! Il caso della risurrezione di Gesù non ha attirato molti curiosi. Invece ha suscitato molte reazioni di segno opposto e questo succede anche al giorno d’oggi. C’è chi aderisce con fede e con gioia, ci sono coloro a cui non interessa niente e ci sono coloro che reagiscono negando e combattendo, qualche volta anche perseguitando e uccidendo. Qual è allora questo messaggio ricevuto da Paolo poi trasmesso ad altri che poi l’hanno trasmesso così da farlo giungere fino a noi?Eccolo: “CRISTO MORÌ per i nostri peccati secondo le Scritture, FU SEPOLTO ED ÈRISORTO il terzo giorno secondo le Scritture e poi APPARVE a Cefa e ai Dodici”.Poi Paolo aggiunge che apparve anche ad altre persone e infine apparve per ultimo anche a lui.Questo è un messaggio davvero sconvolgente e possiamo capire tutti coloro che non l’hanno accettato e l’hanno combattuto non perché sia difficile credere che un morto sia risuscitato. Infatti gli uomini a volte sono proprio sciocchi e quindi anche pronti a credere a tante dicerie e fantasie. Anche questo avviene anche oggi e molto spesso.Per prima cosa questo messaggio, che possiamo chiamare il cuore della nostra fede, sembra la negazione di ciò che abbiamo ascoltato in questi giorni:Cristo non è morto perché Giuda l’ha tradito e consegnato alle autorità. Cristo non è morto perché ha bestemmiato, secondo i Giudei, dicendo di essere il Figlio di Dio. Cristo non è morto perché Pilato, che lo sapeva innocente, se ne è lavato le mani. Invece Cristo è morto per i nostri peccati, per i miei peccati, per i peccati nostri, cioè di ciascuno di noi!

E il fatto che sia morto secondo le Scritture sta a indicare il fatto che c’è un piano divino e misterioso che è stato scritto e con l’aiuto di Dio lo si poteva conoscere. Ma tanti, troppi hanno voluto chiudere gli occhi e far dire alle Scritture quello che volevano loro, le hanno manomesse, le hanno storpiate causando, allora e oggi, cose orribili proprio sulla base delle Scritture. Invece le Scritture dicono che Cristo è morto per me, a causa dei miei peccati! Ma siccome Gesù mi ama nonostante tutti i miei peccati, ha voluto donarmi una vita nuova proprio per strapparmi a una vita fatta di peccati.Insomma Cristo è morto perché mi ha amato e ha dato se stesso per me. Sono anche queste parole di Paolo che ciascuno di noi deve applicare a se stesso.Ciascuno di noi, credenti di oggi, può e deve dire: “Io so che Cristo è vivo perché vive in me e ha trasformato la mia vita!”

Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone

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