Dobbiamo immaginare una sera di festa, in particolare una sagra popolare. Tanta gente è fuori casa, si incontra, passeggia, canta, le strade sono illuminate. Questo ci aiuta a capire il contesto in cui Gesù ha parlato. Si tratta della Festa delle Capanne: una settimana tra fine settembre e inizio ottobre in cui a Gerusalemme confluivano tanti pellegrini e tutta la gente, inclusi gli abitanti di Gerusalemme, improvvisavano delle capanne per viverci durante quella settimana per ricordare i loro padri quando, usciti dall’Egitto, stavano attraversando il deserto del Sinai. Durante tutta la settimana ci sono varie controversie che riguardano Gesù e i suoi nemici tentano perfino di arrestarlo “ma non era ancora giunta la sua ora”.
Ma quando arriva l’ultimo giorno, “il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: “Se qualcuno ha sete venga a me, e beva chi crede in me”. E mentre si accendono i fuochi della sera e la notte di Gerusalemme viene tutta illuminata in segno di grande festa Gesù dice, anzi forse grida proprio per farsi sentire bene dalla maggior parte di gente possibili: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.
A queste parole ne seguono altre: riguardano la verità di ciò che Gesù dice. Per credere a ciò che uno dice occorrono dei testimoni. Ma noi abbiamo bisogno di testimoni? Certo, ci sono! Se oggi siamo credenti è perché abbiamo incontrato persone che con la loro vita hanno vissuto secondo la parola di Gesù e così hanno testimoniato Gesù a noi. Ma Gesù oggi aggiunge un’altra cosa molto importante: “Anche il Padre che mi ha mandato, dà testimonianza di me”. È vero! Il Padre parla in ciascuno di noi, siamo suoi figli, creati a sua immagine. È Lui che ci spinge delicatamente o ci attrae verso suo Figlio.
Dunque possiamo dire che a noi le discussione degli antichi farisei non interessano più, perché ormai sappiamo che Gesù dice la verità. Possiamo dire anche noi come un giorno disse Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna!”. Pur con tutte le nostre incertezze e debolezze, anche Pietro e i primi discepoli ne hanno avute, noi viviamo nella gioia e nella riconoscenza di vivere nella luce. È la luce della fede in Gesù che ha illuminato e continua a illuminare la nostra vita! Ecco la nostra luce: sappiamo di avere un Padre che ci ha dato la vita e si prende cura di noi, sappiamo di essere fratelli e sorelle perché figli tutti dello stesso Padre, guardiamo a Gesù il Figlio eterno di Dio come al nostro modello di fedeltà e di obbedienza al Padre, affrontiamo tutte le difficoltà della vita come Lui ha affrontato le sue, affrontiamo perfino la morte come ha fatto Lui: confidando nel Padre e affidandosi a Lui per un abbraccio eterno!
Viviamo dunque nella speranza e nell’attesa di una vita eterna. Ma anche in questa vita ci viene donata la gioia di tante cose belle come la famiglia, l’amicizia, la natura, l’arte: tutte cose che ci orientano a Dio che è Amore! Soprattutto ci viene donata la forza di amare e perfino di perdonare! Questa è una cosa grandiosa perché vuol dire che non siamo schiavi di sentimenti brutti e tenebrosi come l’odio, l’ira, la rabbia, la vendetta! Questa sì che sarebbe la tenebra che non ci permette di vivere! Eppure anche questo fa parte della nostra vita quotidiana. Possiamo dire che la nostra vita è una continua lotta tra la luce e le tenebre. Ci sono le tenebre della notte: anche quelle non ci permettono di fare tante cose.
Ma queste facciamo in fretta a vincerle: abbiamo la luce elettrica che ci permette di fare tante cose anche di notte. Ma le tenebre spirituali sono più gravi e non si vincono tanto facilmente! Pur avendo avuto la luce della fede anche noi, dobbiamo ammetterlo, dobbiamo lottare contro le tenebre che sono sempre in agguato e cercano di rendere sempre più buio e difficile il cammino della nostra vita. Non scoraggiamoci. La scelta di vivere nella luce è una scelta che dobbiamo rinnovare tutti i giorni, non può essere una scelta fatta una volta per tutte. Gesù è la luce del mondo. Lui rischiara la nostra mente e la nostra volontà. Noi abbiamo deciso di seguirlo per non camminare nelle tenebre. Così abbiamo la luce della vita! Pur con tutte le nostre fragilità è questa la decisione che dobbiamo continuamente rinnovare: seguire Lui, Gesù, per non camminare nelle tenebre ma avere la luce della vita!

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Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone
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