DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE: QUARTA DOMENICA DOPO PASQUA

“COME IL PADRE HA AMATO ME”. Ecco il principio di tutto: è L’AMORE! Questo amore è una sorgente che non si esaurisce mai, è infinita e si espande sempre più. Prima che noi esistessimo questo amore si è riversato nel Figlio. Ma l’amore non riesce a stare chiuso in se stesso perché sente la necessità di espandersi e di effondersi: ecco perché ci siamo anche noi! Ecco chi siamo noi: siamo delle persone volute, desiderate e amate prima ancora di venire al mondo. Siamo stati chiamati a vivere proprio per essere inondati dall’amore, siamo stati ricolmati di amore e siamo chiamati ad espanderci a nostra volta nell’amore. Questo è tutto: il Padre ama il Figlio, il Figlio ama tutti noi creati come figli e figlie, noi dobbiamo amarci tra noi e noi siamo chiamati a diffondere questo amore a chi ancora non lo conosce ma lo aspetta. Sì, perché tutti siamo amati e siamo chiamati ad amare. 

A tutto questo Gesù aggiunge: Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. E’ vero: quando siamo contenti non si desidera altro che questa gioia non finisca più. Invece quando non siamo contenti ci mettiamo a desiderare qualcosa che ci possa fare felici: se siamo ammalati pensiamo che la salute ci possa fare felici, se siamo senza soldi pensiamo che con un po’ più di soldi possiamo essere più tranquilli e sereni, se siamo senza casa siamo felici quando la troviamo. E questo vale anche per i bambini: desiderano qualcosa che li possano divertire e fare felici e si pensa di donare a loro dei giocattoli. Ma tutti abbiamo fatto questa esperienza: che queste gioie molto presto finiscono. E allora pur avendo case, soldi, titoli, giocattoli e salute, alla fine scopriamo che non riusciamo ad essere pienamente contenti e desideriamo sempre qualcosa di più , che però non ci accontenterà mai! Questa è l’esperienza di tutti! Oggi ci viene data la risposta alla domanda che nasce in tutti noi e la 

risposta è molto semplice: noi siamo fatti per amare! Il nostro cuore è fatto per essere ricolmato di amore e per espandersi a sua volta nell’amore. Se questo avviene allora sperimenta la pienezza della gioia anche se è senza soldi e vive poveramente e con poca salute. Se il cuore non è ricolmo di amore non troverà mai la gioia piena anche se è ricchissimo di cose materiali ed è una persona di successo e applaudita in tutto il mondo. 

Questo amore che inonda i nostri cuori è Dio stesso: ma di questo spesso ci si dimentica anzi qualcuno arriva a rifiutare questo pensiero. Guardiamoci attorno e vediamo come è facile estromettere Dio Amore dai nostri pensieri e dalle nostre scelte. Dai grandi mali delle guerre che ci sono nel mondo fino alle piccole liti quotidiane, tutti i nostri mali hanno un’unica radice e motivazione: pensiamo di essere felici considerando gli altri come avversari da sconfiggere e su cui dominare invece che come fratelli e sorelle da amare, pensiamo di essere felici riempiendo il nostro cuore di tante cose superflue invece che riempirlo di amore che ci viene donato e che possiamo donare. Insomma pensiamo di essere felici con tante cose passeggere e superficiali quando in realtà il nostro essere è fatto in modo tale che può essere felice solo con Dio perché Dio è Amore e il nostro cuore è fatto per essere amato e amare. 

In questi giorni pasquali abbiamo detto spesso che Gesù è morto in croce per salvarci : le parole di oggi ci fanno capire meglio questa verità. Morendo sulla croce in quei terribili momenti di angoscia e di sofferenza Gesù è stato Colui che avendo fatto tanto bene a tutti, ha ricevuto tanto male. Come a dire che in Gesù morente sulla croce è morto anche l’egoismo, l’avidità e l’interesse personale mentre invece è prevalso il dono puro, la generosità totale, in una parola l’AMORE VERO. Ecco perché Gesù ci ha veramente salvati: perché ha amato e chiama anche noi ad amare come Lui. Ma qui entra in gioco la nostra libertà: siamo contenti di essere amati oppure no? Vogliamo vivere nell’amore oppure no?


Don Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio e Morterone

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