BALLABIO – Nel 1942, una cartolina partita dai Piani dei Resinelli, allora pressoché disabitati, raggiungeva un indirizzo molto generico sull’Altopiano valsassinese, indicato semplicemente come “Barzio per Concenedo Valsassina” – senza una via precisa. Questo piccolo frammento di storia (un apprezzato dono di un omonimo al cronista, ndr) ci riporta a un’epoca in cui le cartoline erano un mezzo fondamentale per comunicare, anche tra paesi vicini come Ballabio e Barzio, distanti pochi chilometri ma separati da strade e tempi diversi 3 6.
Allora, inviare una cartolina significava molto più di un semplice messaggio: era un gesto carico di attesa, di cura e di legame umano.
Quel rettangolo di carta spessa non solo portava parole, ma anche immagini di paesaggi, momenti e luoghi vissuti, diventando un prezioso documento di memoria. Oggi, invece, per condividere lo stesso panorama basterebbe un messaggio su WhatsApp con una foto scattata sul momento, rapido e immediato, ma privo di quel fascino e di quella poesia che solo il tempo e la distanza sanno conferire.
Il vecchio modo di corrispondere, con le sue attese e la sua materialità, era senza dubbio più romantico e coinvolgente. Ogni cartolina era un piccolo tesoro, un pezzo di vita che viaggiava lentamente, portando con sé emozioni e ricordi che oggi rischiano di perdersi nell’immediatezza della comunicazione digitale.
Quella di 83 anni or sono, dai Piani dei Resinelli a Concenedo, ci rammenta quanto fosse prezioso il tempo dedicato a scrivere, spedire e ricevere messaggi, un tempo che oggi sembra quasi dimenticato.
S. T.
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PS Un grazie di cuore a Sandro per il bel regalo ricevuto alla ‘Clava’.


