DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA SESTA DOMENICA DOPO PASQUA

“Molte cose ho ancora da dirvi ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”. Queste parole valgono anche per noi o valevano di più per i discepoli che erano presenti all’ultima cena con Gesù? Certo, valgono anche per noi. È vero che qualche differenza c’è tra noi e loro. Noi abbiamo una visione completa di ciò che sarebbe successo da quel momento in poi: l’arresto di Gesù, la passione e la morte e poi la risurrezione e il dono dello Spirito Santo. Loro erano all’oscuro di tutto. Eppure in un certo senso siamo simili a loro: anche noi siamo all’oscuro di quello che ci capiterà domani o dopo o nei prossimi mesi e anni. Sapere tutto subito molto probabilmente ci porterebbe allo scoraggiamento e alla paura. Gesù lo sa benissimo ed è per questo che ci fa una promessa: lo Spirito Santo. In lui è riposta la nostra speranza. Ma noi abbiamo già ricevuto lo Spirito Santo nel nostro Battesimo e siamo stati confermati con la sua forza e la sua luce. Allora dobbiamo costantemente rinnovare la consapevolezza che lo Spirito Santo è in noi con la stessa delicatezza e la stessa forza che ha l’aria quando entra nei nostri polmoni ed è così che ci fa vivere nella vita fisica. Ma lo Spirito Santo lo abbiamo accolto nel cuore e abita in noi. Rispetta la nostra libertà e il nostro carattere, la nostra storia e le nostre qualità. È forte ma non si impone con la sua forza. Piuttosto desidera collaborare con noi. Lui ha una missione nei nostri confronti: guidarci nella vita, orientarci al futuro che per noi è spesso pieno di incognite, illuminarci sul nostro destino, illuminarci sulla nostra identità di figli amati da Padre, conformarci al modo di vivere di Gesù. Lui ha vissuto nella mitezza e nella bontà, nell’obbedienza e nella verità, Lui ha saputo donare la sua vita per amore. Lo Spirito Santo ci aiuta a poco a poco a fare altrettanto. 

Ed è bello per Gesù essere modello ed esempio a tutti noi suoi fratelli e sorelle. Questa è la sua gloria! “Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità. Egli mi glorificherà perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà”. È bene invocare sempre lo Spirito Santo con le parole di una antica preghiera usata anche oggi: “Vieni Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato”. Abbiamo davvero bisogno che lo Spirito Santo faccia tutto questo in ciascuno di noi e in tutto il mondo così povero e così ferito! 

Poi Gesù va avanti a parlare e ci annuncia qualcosa di veramente grande e che si può riassumere in poche parole: il dolore si può trasformare in gioia. Così quando attraversiamo una valle oscura piena di lacrime e di dolore sappiamo che ci aspetta la luce e la pace. Quando attraversiamo la notte buia sappiamo che dopo un po’ di tempo verrà l’alba e sorgerà di nuovo il sole. Questo vuol dire camminare nella speranza! Senza paura Gesù dice ai suoi discepoli e a noi: “Voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza. Ma poi aggiunge la promessa: Ma la vostra tristezza si cambierà in gioia! Il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia!”. 

Anche nella vita umana ci può essere una sofferenza causata dalla malattia che porterà alla morte ma c’è pure una sofferenza che porta alla vita e si trasforma in gioia. È la sofferenza della donna che deve partorire. “La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo”. Gesù sa bene che nella vita ci sono tante sofferenze da affrontare. Saremmo ingenui fermarci ad augurare una vita dove tutto va bene e non si soffre. Sarebbe una illusione o un sogno vuoto. Ma quando la sofferenza c’è può portare alla disperazione e allo scoraggiamento o alla rabbia. Oppure può generare amore, gioia e speranza. Dipende da noi: se la sofferenza la viviamo aiutati dallo Spirito Santo che ci porta ad imitare Gesù sofferente per amore anche la nostra sofferenza diventa portatrice di vita e si trasformerà in gioia, proprio come la sofferenza di una mamma che partorisce il suo bambino. 


Don Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio e Morterone

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