RELIGIONI. DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA SECONDA DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Gesù dice: “Non preoccupatevi per la vostra vita … Perché vi preoccupate? Non preoccupatevi”. Eppure noi siamo preoccupati! E quando vede che nonostante il suo invito ci preoccupiamo, dice: “E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?” è come se dicesse: “Vedete, preoccuparsi non serve a niente”. Però Gesù non vuole prenderci in giro dicendo: “Guardate gli uccelli del cielo, non seminano e non mietono, osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano” come se volesse dirci di distrarci un po’ guardando la natura. Infatti anche lui sa che la vita umana è dura e anche Lui ha sperimentato quanto sia dura.

Anche Lui sa che mangiare e vestire sono necessari per vivere. Dunque non ci rimprovera per una preoccupazione ma per una dimenticanza: cioè che anche il Padre celeste sa che di tutte queste cose ne abbiamo bisogno. Se ne abbiamo bisogno vuol dire che ce le darà senz’altro perché il Padre ci ha dato la vita e vuole che viviamo dandoci tutto il necessario: siamo suoi figli e per il Padre è una gioia provvedere a ciò di cui hanno bisogno i suoi figli.

E Gesù lo promette: “Queste cose vi saranno date in aggiunta!”. Fermiamoci un momento a pensare perché ci preoccupiamo! Tutte le volte che parliamo di sicurezza , e ne sentiamo parlare praticamente tutti i giorni, ci sentiamo coinvolti e interessati. Ci sono le forze di sicurezza: si preoccupano cioè di vigilare e di proteggere la vita dei cittadini. Con loro ci sentiamo più protetti e più tranquilli. Se non ci fossero avremmo molto da preoccuparci! Si parla di sicurezza sul lavoro e quanto spesso sentiamo parlare di morti “bianche” e si dice che sono intollerabili e certe cose non dovrebbero succedere, eppure succedono.

Dunque la nostra vita non è molto sicura. Anche andare a lavorare è un rischio. Si parla di sicurezza sulle strade e per questo si danno leggi e norme di comportamento ma non tutti le rispettano e quindi anche viaggiare è un rischio, sia camminando che viaggiando in bicicletta, in auto, sui treni, in aereo. E le pensioni che cosa sono? Giustamente ci si preoccupa del proprio futuro. Se è giusto lavorare per guadagnarsi il pane chi non lavora a causa dell’età e del venir meno delle forze come fa a guadagnarsi il pane? Deve vivere mantenuto dagli altri pur avendo lavorato tutta la vita? Il senso della giustizia dice di no. Si fa in modo che chi ha lavorato per tutta la vita abbia pensato anche al proprio futuro da anziano e possa avere una vita dignitosa e serena, più tranquilla. E anche tutte le volte che si parla della precarietà del posto di lavoro, di tante forme di criminalità, del desiderio di muoversi in libertà e senza paura anche di sera o di notte in fondo si parla di tranquillità nella vita. Si vorrebbe una vita davvero serena e tranquilla ma non si riesce.

Gesù condivide questa sete di tranquillità e di pace e ci indica la via per raggiungerla: “Cercate invece anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. Ma il regno di Dio è la sua stessa paternità, è il ricordare cha siamo tutti suoi figli. Il regno di Dio è il regno della giustizia, della verità e dell’amore. Cerchiamo con costanza e con determinazione questi valori e le cose si aggiustano da sole, e allora si potrà dire con verità che “andrà tutto bene!”. Ma se non si cerca la paternità di Dio, se non si dice la verità, se non ci si tratta da fratelli non è vero che andrà tutto bene. Se lo si dice è perché si è sognatori o illusi o si è addirittura bugiardi! Guardiamoci attorno: di quante e quali guerre sentiamo parlare?

Tutte sono generate dalla convinzione che c’è un nemico che vuole distruggerci e allora bisogna difenderci, armarci e combattere. E tutto questo perché si vuole una vita tranquilla e sicura. Ma non si sta cercando il regno di Dio e allora questa vita tranquilla e sicura non l’avremo mai. Ma quello che capita nella vita degli stati capita anche nella Chiesa, nelle famiglie, nelle aziende, nei gruppi, nei partiti, nelle associazioni e quindi anche nella vita personale: quando ci si dimentica che Dio è il nostro Padre innamorato di noi, quando si litiga tra fratelli e amici e quindi non si cerca più la concordia, l’unità e la pace tra fratelli, quando non si è forti nel dire e nel cercare la verità e non ci si rispetta gli uni gli altri, le cose vanno davvero male e la vita diventa pesante e insopportabile.

Per questo Gesù ci ha insegnato a dire “Venga il tuo regno” e la Chiesa, per spiegare meglio, ha aggiunto le parole che parlano proprio della sicurezza di vita: “Con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento” cioè da ogni ansietà, da ogni preoccupazione e da ogni paura.


Don Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio e Morterone

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