LECCO IN ZONA ROSSA PER INCIDENZA DI MORTALITÀ SUL LAVORO

LECCO – Nel primo semestre 2025 si registrano 78 morti sul lavoro in Lombardia, i numeri più alti registrati nel nostro Paese. Ma l’incidenza di mortalità smorza in parte il triste primato della regione. Perché il rischio di morte per i lavoratori – e quindi i numeri delle vittime rispetto alla popolazione lavorativa – rimane tra i più bassi della Penisola. Tant’è che anche alla fine del primo semestre la Lombardia si colloca in zona gialla.

Per Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, la situazione in Lombardia, come nel resto del Paese, deve necessariamente avere una doppia lettura. Solo analizzando insieme il numero assoluto delle vittime e l’incidenza di mortalità tra i lavoratori si può comprendere appieno l’emergenza in Lombardia.

Per individuare le aree più fragili d’Italia e della regione sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità. La zona gialla, in cui si trova la Lombardia, è quella che, subito dopo la bianca, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le meno elevate a livello nazionale. A fine giugno 2025, dunque, il rischio di infortunio mortale in Lombardia (12,3 morti per milione di occupati) risulta essere inferiore rispetto alla media nazionale pari a 15,1.

Per quanto riguarda le incidenze, in Lombardia emergono quattro province in zona rossa: Cremona (38,2), Lecco (27,8), Brescia (19,8) e Como (19,0).

> CONTINUA A LEGGERE su LECCO NEWS