DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE: NONA DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Si capisce, leggendo il vangelo, che Gesù gradiva in modo particolare essere chiamato “figlio di Davide”.Entrando in Gerico un cieco gridava sempre più forte: “Figlio di Davide abbi pietà di me”. La folla che circondava Gesù cercava di farlo tacere come se fosse un elemento di disturbo, ma Gesù ferma la folla e ascolta il cieco che l’ha invocato. Entrando in Gerusalemme i bambini che cantavano “Osanna al figlio di Davide”. I notabili sono irritati con Gesù perché non li fa tacere, perché non si dicono quelle cose, ma Gesù li approva e si mette contro il giudizio delle persone esperte della legge e della Scrittura.

Però vogliamo ricordare anche le parole dell’angelo Gabriele mandato da Dio a Nazareth. Parlando del bambino che Maria avrebbe generato, l’angelo Gabriele dice che “il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.Nel brano di Vangelo che abbiamo letto oggi vediamo che su questo argomento è Gesù che prende l’iniziativa. Di solito sono gli scribi e i farisei che attaccano Gesù per criticarlo o tendergli dei tranelli. Oggi è Gesù che tende un tranello ai suoi nemici. E loro ci cascano. Infatti si dice che “nessuno era in grado di rispondergli e, da quel giorno, nessuno osò più interrogarlo”. Ecco il “tranello” di Gesù: c’è il salmo 110, il cui autore è Davide, grande re d’Israele ma anche poeta e musicista, che dice: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra …”. Ma allora esistono due Signori? Uno che sta alla destra dell’altro? Se il primo è Dio che parla, l’altro che siede alla sua destra chi è? Un altro come Lui? Allora ci sono due dei? Ma questa non sarebbe una bestemmia? Dio è uno solo! Guai a chi manomette questa verità! E il re Davide, autore di quella poesia, lo chiama addirittura Signore?

Allora il grande Davide ha adorato due dei? Nessuno ha saputo rispondere e tutti sono rimasti confusi e disorientati, senza parole. Il motivo è questo: il loro cuore si era indurito al punto che non erano più disposti ad accogliere alcuna novità proveniente da Dio che è amore infinito. Gesù con le sue opere e le sue parole lo stava rivelando a poco a poco.Poche persone come Marta e Maria, Pietro e Giovanni, Filippo e Tommaso e altri, si stavano aprendo a questa nuova verità: che Dio ha mandato nel mondo il suo figlio amato e prediletto. Altre si sono chiuse in se stesse. Quando Gesù è stato portato in tribunale gli viene chiesto se Lui è il Cristo e lui risponde: “Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza di Dio!” A questo punto si stracciarono le vesti e tutti lo ritennero reo di morte! Alle loro orecchie era troppo grave quella bestemmia!Così il re e poeta Davide è stato anche un profeta: con le sue parole ispirate da Dio ha parlato di uno che è accanto a Dio ed è in Dio come un bambino che è nel seno della madre! Parlare di queste cose vuol dire rinnovare la nostra professione di fede in Dio che è nostro Padre e che ha mandato nel mondo il Suo figlio prediletto, l’amato!Però è anche vero che nella storia Dio ha fatto del re Davide un personaggio di grande importanza: gli ha fatto una grande promessa!

Quella di dargli un figlio che avrebbe regnato al suo posto, sul suo trono, per sempre. Grande onore per Davide! È davvero misterioso questo figlio! Ma anche questa è una profezia: si prepara la strada al fatto che il figlio di Dio entrando nel mondo prende un corpo umano, quel corpo che il figlio di Dio ha preso da Maria. Noi oggi non siamo più abituati, quando preghiamo, a chiamare Gesù Figlio di Davide! Ma per gli antichi ebrei chiamarlo così era una vera professione di fede nel Dio di Abramo che mantiene le sue promesse e che non abbandona mai il suo popolo.Ma anche se noi cambiamo le parole, la fede è sempre la stessa! Anche noi crediamo e amiamo Gesù come nostro fratello e amico, come il Figlio che il Padre ci ha donato, che ora vive nella gloria eterna con il Padre e che un giorno accoglierà noi tutti accanto a Lui!


Don Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio e Morterone

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