DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA DOMENICA DI CRISTO RE

Queste parole di Gesù non dovremmo mai dimenticarle! Anche se non le ricorderemo a memoria parola per parola, il senso delle sue parole lo dobbiamo conservare sempre nel cuore e ricordarlo quotidianamente. E questo ricordo diventa tanto più urgente e anche confortante quanto più vediamo questo mondo così pieno di violenza, di disordine, di guerra e di ingiustizia.Il pensiero è che un giorno il nostro Gesù, che diciamo di conoscere e di amare, porrà tutto in ordine e lo farà bene, restaurerà la giustizia dopo il trionfo di tanta ingiustizia, farà tacere i potenti dopo tanto loro fare e strafare, farà tacere chi grida troppo dicendo cose vuote e inutili e ingannando tanta gente, darà attenzione e valore ai poveri, ai semplici, agli umili, a chi ha sofferto e fatto fatica in questa vita. Quando siamo radunati nella preghiera e diciamo “nell’attesa della tua venuta” e “tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli!”, dobbiamo coltivare il desiderio di quel momento futuro. Così anche quando diciamo nella professione di fede: “verrà a giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà fine!”.

Può succedere qualunque cosa nel mondo ma noi sappiamo che Gesù è l’unico detentore di ogni potere nel mondo. Se altri credono di comandare credendosi onnipotenti, noi sappiamo anche che per qualche ragione a noi nascosta Gesù permette a loro di fare quello che fanno fino a quando il tempo a loro concesso non sarà scaduto, ma poi anche loro verranno giudicati su quello che hanno fatto e come lo hanno fatto. In questo mondo noitutti siamo pellegrini, cioè in cammino verso una meta, ma camminiamo giorno dopo giorno con questo tesoro nel cuore che è LA SPERANZA.Del resto, anche Gesù ha fatto così. Nella sua vita terrena ha incontrato amici che l’hanno accolto e amato ma anche nemici che l’hanno rifiutato. Ma sempre coltivava nel suo cuore il pensiero di questo momento che verrà quando apparirà in tutta la sua gloria e tutti gli angeli con lui. Tutti ricordiamo che Gesù parlava di sé come il Figlio dell’uomo. Oggi ne comprendiamo il motivo: il profeta Daniele in una visione notturna ha visto apparire una figura umana (come diremmo oggi) a cui viene dato ogni potere, gloria e regno ed è servito da tutti i popoli. Quindi Gesù quando insegnava aveva sempre in mente quella visione di Daniele.

Ma c’è un secondo motivo per cui dovremmo conservare sempre nel cuore le parole di oggi ed è che, come diceva un santo, “alla sera della nostra vita saremo giudicati sull’amore” e su niente altro. E questo amore si manifesta nei gesti più semplici e quotidiani per cui nessuno può prendere delle scuse del tipo: ma io non lo sapevo, io non potevo, io non avevo niente ecc. I gesti quotidiani di mangiare e bere, cosa che tutti facciamo, ma farlo in modo condiviso con spirito di aiuto reciproco e di attenzione a chi non ne ha, tutti i gesti legati alle cose necessarie della vita come la casa, un po’ di caldo per ripararsi dal freddo, una attenzione amorevole a chi è malato o in carcere o soffre per qualunque altra malattia. È vero che Gesù è un giudice della nostra vita ma è così buono che per l’esame finale, volendo che siamo tutti promossi, oltre a rivelarci la domanda finale e importante, ci suggerisce anche la risposta. Sta a noi essere discepoli attenti e farci trovare preparati.

Se uno avrà dato da mangiare a chi ha fame, se uno avrà visitato e curato un ammalato, avrà alleviato una sofferenza, avrà aiutato un fratello (soprattutto tra i più piccoli) a crescere, a vivere, ad affrontare la vita e le difficoltà, non avrà nulla da temere!Le parole di oggi sono veramente un tesoro prezioso da conservare sempre nella nostra mente e nel nostro cuore.

Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone

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