“Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”. – Poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – Questo libro speciale scritto su rotoli di pergamena, come si faceva in antico, è quello che noi chiamiamo Bibbia, cioè raccolta di tanti Libri. In questi Libri si parla spesso di un personaggio misterioso chiamato con vari nomi – Messia, Re, Figlio, Servo, Salvatore – che ha una specialissima relazione con Dio. Questo personaggio è mandato da Dio in mezzo a tutte le nazioni della terra, formate da persone che lui considera suoi fratelli e sue sorelle. Qui si parla di tutti noi.E Gesù di Nazareth, avvicinandosi a Gerusalemme, dice anche lui la stessa cosa: qui si parla di me! Quello che sta scritto in quei Libri lo riguarda personalmente.
E cosa sta scritto? Si parla di una persona buona e obbediente, ma che viene trattata ingiustamente, viene condannata a morte dopo tante sofferenze ma dopo entra nella gloria di Dio portando con sé i suoi fratelli e le sue sorelle che lui ama infinitamente. Nelle vicinanze di Gerusalemme, Gesù sa benissimo che cosa lo aspetta e dice: Vado avanti! Sì, accetto volentieri di fare tutto ciò che sta scritto a proposito di me! Vedo tutti i miei fratelli e le mie sorelle che non vivono nella via dell’amore! Io li amo tutti e voglio insegnare a loro a vivere nell’amore. Io voglio salvarli! Io sono il loro Salvatore, Gesù!
Nel racconto che abbiamo sentito dal Vangelo di Matteo, Gesù dà un ordine molto semplice che ai suoi amici sarà apparso molto strano: “Andate avanti, troverete un’asina, portatela qui da me, poi la restituirete al suo padrone!”. Poi tace e non dice più niente. Fanno tutto gli altri. I discepoli che obbediscono e vanno a prendere l’asina e il suo puledro, li coprono con i loro mantelli, fanno accomodare Gesù, tante persone, presa da gioia ed entusiasmo, che tagliano rami dagli alberi, li agitano, cantano e gridano: “Salvaci Tu! Sta iniziando un nuovo regno, questo Gesù ce l’ha mandato Dio, siede sul trono di Davide, ora sappiamo che Dio non si è dimenticato di noi! Lodiamo e ringraziamo Dio!”.E Gesù continua a tacere: nel suo cuore sta ripetendo il suo SÌ, Dio vuole questo: che io faccia vedere a tutti quanto amo Lui e quanto amo i miei fratelli!
I profeti antichi hanno parlato di un re mite, buono che cavalca un’asina e che va verso Gerusalemme. Ecco: sono io, ora, il re buono e mite che cavalca un’asina.Tutta la storia che segue è la storia di un uomo buono e obbediente che non si ribella mai a coloro che lo trattano male, subisce tutto il male che loro gli infliggono e lui ancora tace oppure prega. Non si ribella quando lo arrestano, quando lo giudicano colpevole, quando gli sputano in faccia e gli danno schiaffi, quando lo flagellano, quando gli pongono per scherzo una corona di spine sulla testa, quando lo inchiodano alla croce. Lui continua a vedere in quegli uomini persone che vivono nelle tenebre dell’ignoranza e del male e Lui li vuole liberare da quelle catene e portarle alla luce della verità e dell’amore.
Lui è davvero un RE, un re che vuole regnare nei cuori insegnando ad amare, non un re che viene temuto e rispettato dai suoi sudditi come i re e i dittatori del mondo. Lui è davvero un RE e la sua forza è proprio la bontà e la mitezza, non la forza delle armi e degli eserciti che si affrontano in guerra.
Possiamo fermarci un momento per esaminare la nostra memoria e la nostra coscienza: che Gesù sia un re prima di tutto buono e mite lo ricordiamo spontaneamente e sempre? Oppure abbiamo coperto la sua bontà e la sua mitezza con la polvere della dimenticanza o di altri elementi che hanno deformato la vera immagine di Gesù buono e mite? E quando sentiamo che tanta gente si allontana da Lui non sarà forse perché non ha mai conosciuto la sua grande bontà e la sua mitezza?Nelle prossime feste noi vedremo questa bontà e questa mitezza nel volto di un bambino appena nato, ma anche dalla culla di questo bambino traspare già quella forza di bontà che ci salva tutti!
Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone
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