DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA QUINTA DOMENICA DI AVVENTO

Caravaggio - San Giovanni Battista

Queste parole fanno parte della prima pagina del vangelo di Giovanni, che ascolteremo anche la notte di Natale. In questo tempo di attesa del Natale ci siamo già incontrati due volte con Giovanni Battista. Quella di oggi è la terza volta. Giovanni viene chiamato “uomo mandato da Dio”. Lui doveva “dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui”. Quindi, aiutati da Giovanni, anche noi crediamo e cioè ci volgiamo a colui che è chiamato LUCE ma poi finalmente si dice il suo vero nome che è GESÙ CRISTO.

Gesù è la luce, Colui grazie al quale possiamo vedere e dunque capire tutto: la realtà che ci circonda, la nostra persona, tutte le altre persone, perché siamo qui, da dove veniamo, perché viviamo, dove stiamo andando. Senza Gesù che è la luce, c’è il buio, ci sono le tenebre, e al buio non si vede nulla e si ha paura. Non sarebbe tempo perso fermarsi a meditare questa esperienza di vita che tutti facciamo, e la facciamo tutti i giorni: la bellezza della luce, quando si può vedere, agire, camminare, lavorare, contrapposta alle tenebre quando non si vede niente. Ma la conclusione dovrebbe essere una preghiera: Gesù tu sei la Luce, la mia Luce, con Te vedo e capisco, con Te lavoro e cammino, è bello vivere nella Luce!

Ma oggi vogliamo fermarci soprattutto sulle ultime parole ascoltate: “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è Lui che lo ha rivelato”. Il punto di partenza è una esperienza comune a tutti noi: nessuno di noi ha mai visto Dio! E allora perché ci troviamo spesso a parlare di qualcosa o qualcuno che non abbiamo mai visto? Non è tempo perso? Non diciamo parole vuote e senza senso? Sì, è così, è meglio non parlare di Dio. Di qualcosa che non si conosce è meglio tacere. Si rischia di dire tante sciocchezze. Oltretutto la parola “dio” è un nome comune, applicato agli dèi greci e romani, ogni popolo ha i suoi dei, ogni cultura umana ha il suo modo di esprimere qualcosa di misterioso e di superiore. Si rimane nel vago, nel misterioso che spesso viene descritto con termini che fanno paura. Si applica il termine dio anche a personaggi dello spettacolo e dello sport. Anche re e imperatori sono stati fatti dei.

Invece noi abbiamo accolto una Persona che ci rivela qualcosa di straordinario. Colui che noi cerchiamo vagando come nel buio della mente e nel mistero, in realtà Lui lo conosce bene perché vive vel suo seno, dentro di Lui, sempre unito a Lui. È suo PADRE che lo ama e gli ha dato la vita. E ora ci dice che il suo Padre è anche il nostro Padre! Questa parola per noi è tutto! Infatti, ci fa capire che siamo vivi grazie a Lui, che noi veniamo da Lui, che Lui vuole essere amato da noi perché ha cominciato Lui ad amarci, che Lui ci aspetta nella sua casa, che noi tutti siamo fratelli e sorelle, chiamati a stare insieme nella pace e volendoci bene.

Chi dice tutte queste cose è uno che si riconosce come nostro fratello: ha ricevuto il nome di Gesù perché si è chinato su di noi e ha visto che eravamo sulla strada sbagliata ma Lui è stato preso da compassione nei nostri confronti e si è chinato su di noi e ha voluto salvarci. Infatti, il suo nome è SALVATORE, il suo nome è GESÙ. È Lui il Figlio unigenito che conosce bene il Padre e ha voluto rivelarlo a noi che siamo suoi fratelli e sue sorelle. “Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” ha detto un giorno. E noi siamo tra coloro che, per pura benevolenza, Gesù ha deciso di rivelarci chi è il Padre: è colui che ci ama così tanto da donarci il suo Figlio amato e da perdonarci per quando ci siamo allontanati da Lui e non lo abbiamo amato! Dicendoci tutto questo Gesù ha veramente illuminato la nostra vita e la vita di tutto il mondo!

Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone

Scarica il foglietto degli avvisi –> 51DICEMBRE 2025.3