DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA DOMENICA DOPO L’OTTAVA DI NATALE

In chiesa e nelle nostre case c’è ancora il presepio e quindi in questi giorni l’immagine che abbiamo in mente è quella di Gesù bambino, nella culla. Oggi però nella nostra mente facciamo un salto in avanti e pensiamo a Gesù diventato ormai uomo adulto che si stacca dalla casa di Nazareth dove è cresciuto. Lo possiamo paragonare ai giovani di oggi che tra i venti e i trent’anni decidono di uscire dalla propria casa e vanno a vivere da soli, non si fanno più mantenere dai loro genitori e vogliono dimostrare di essere in grado di farcela da soli e di essere abbastanza coraggiosi da saper affrontare la vita con tutte le sue sfide, i suoi impegni e le sue responsabilità. 

Gesù ha sentito parlare di Giovanni che predica la parola di Dio e propone un battesimo di purificazione, va da lui e si fa battezzare (questo lo vedremo meglio domenica prossima, festa del Battesimo del Signore), ha sentito la parola del Padre ‘Tu sei mio figlio, l’amato, in te mi sono compiaciuto’, lo Spirito Santo è sceso su di lui, si è ritirato nel deserto a ripensare tutto questo e imprimere una svolta alla sua vita. Cosa fare ora? Dove andare? Cosa dire? 

Ha sentito anche i suggerimenti strani di uno che finge di voler bene: evita le sofferenze! Aiuta gli altri che soffrono! Perché non li aiuti? Compi alcuni segni che tu sei davvero il Figlio di Dio! Attira l’attenzione della gente con qualcosa di straordinario e meraviglioso, così li diverti un po’. Ma questi sono suggerimenti di uno che lo voleva ingannare. 

Gesù si sente guidato dallo Spirito Santo, tornando verso la Galilea comincia a parlare in alcune sinagoghe e la gente nota la sua sapienza, lo loda e parla bene di lui, anzi sono in tanti a parlare bene di lui. Arriva a Nazareth e oggi ci viene detto che al sabato era normale che andasse alla sinagoga, cioè il luogo dell’incontro per leggere le parole di Mosè e dei profeti e così tenere viva la fede nel Dio dei padri e anche l’attesa del Messia che lui avrebbe mandato a suo tempo. 

Le aspettative che riguardavano il Messia erano molto vive. La parola Messia vuol dire Unto del Signore in vista di una missione da compiere come la missione di re o di profeta. Saul e Davide sono stati unti da Samuele, Eliseo è stato unto da Elia e così tante altre persone. Con il gesto dell’unzione si annunciava che la persona unta di olio profumato era piaciuta a Dio e quindi lo Spirito di Dio cominciava ad agire in quella persona. Però la parola Messia era anche pericolosa perché suscitava aspettative rivoluzionarie, annunciava tempi di violenza e di vendetta, di dominio su altri popoli, di vittorie militari. 

Oggi Gesù, con molto coraggio, mette subito in chiaro le cose: SÌ, IO SONO IL MESSIA, IO AGISCO IN NOME DI DIO ED È IL SUO SPIRITO CHE MI GUIDA. PERÒ VEDETE BENE COSA DICE LA PAROLA DEL PROFETA ISAIA A PROPOSITO DEL SERVO PREDILETTO DI DIO: È UN UOMO BUONO, MITE, PACIFICO, CHE VA DAI POVERI, DAI SOFFERENTI, DAGLI AFFLITTI, DAGLI OPPRESSI, DAI PRIGIONIERI, DA QUELLI CHE NESSUNO CONSIDERA PERCHÉ NON CONTANO NIENTE. ECCO: IO VADO DA LORO. 

Il racconto di oggi finisce con una meraviglia che sembra abbastanza positiva, però in seguito si dirà che le sue parole non vennero accettate. 

Noi, con il cuore semplice vogliamo accettare tutte le parole di Gesù. Noi non abbiamo pretese speciali o trionfalistiche su un Messia che potrebbe venire a sistemare una vita o addirittura un mondo tutto in disordine. Il segreto della accoglienza di Gesù sta nella nostra povertà, nella nostra debolezza, nella nostra malattia, nel nostro sfruttamento, nelle ingiustizie subite, nelle afflizioni, nei dispiaceri e tanto altro. Gesù rivolge a noi il suo sguardo e ci si fa vicino donandoci forza, consolazione, pace, sostenendoci con il suo aiuto, promettendoci di non abbandonarci mai e di aprire per noi le porte di una ricompensa eterna. Chi ha altre pretese rimane fortemente deluso da Gesù. Ma l’abbiamo ascoltato anche nella notte di Natale: venne fra i suoi e i suoi non l’anno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio. 

Queste parole parlano di noi.

Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone

Scarica il foglietto degli avvisi –> 1 GENNAIO 2026.1