DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA FESTA DEL BATTESIMO DI GESÙ

Pensiamoci bene: tutto quello che abbiamo sentito nel tempo di Natale sono fatti conosciuti da poche persone. Le prime persone sono Maria e Giuseppe. Di Maria si dice spesso che custodiva le parole sentite nel suo cuore chiedendosi il significato di quelle parole. Anche i pastori hanno parlato e le loro parole hanno suscitato meraviglia. Poi si sa come vanno le cose: anche la meraviglia passa in fretta e tanti fatti gioiosi cadono nella dimenticanza. Facciamo bene a pensare che, certi segreti così grandi e importanti, persone sante come Maria e Giuseppe non le hanno mai dimenticate.

Ma per il resto tutto è rientrato nella normalità quotidiana: una famiglia come tante, una bottega da falegname, un bambino che cresce e diventa uomo.Per i compaesani di Nazareth era normale dire che Gesù era figlio del falegname Giuseppe. D’altra parte, anche Gesù sicuramente avrà chiamato Giuseppe con il nome di papà! Certamente Giuseppe ha svolto nei confronti di Gesù il suo dovere di papà nel senso di mantenerlo, di istruirlo, di insegnargli a pregare, di aiutarlo a crescere, di proteggerlo dai pericoli, di mangiare insieme. Ma Giuseppe custodiva, con Maria sua sposa, quel segreto che non poteva rivelare a nessuno.

Non toccava a lui rivelare la vera origine di quel figlio veramente speciale. Chi era veramente Gesù? Domandiamocelo anche noi, oggi: chi è veramente Gesù? Nessuno di noi può rispondere. Infatti, dopo un po’ di mesi, quando era preso completamente dal suo lavoro di maestro, Gesù dirà questa frase: “Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo”. Dunque, nessuno sa chi è veramente Gesù. Solo il Padre che lo ha generato lo sa pienamente e lo conosce perfettamente.Oggi ci viene data proprio questa stupenda notizia e ci viene data direttamente dal Padre: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. In questo caso questa voce sta parlando alle persone presenti al fiume Giordano dove Giovanni battezzava ed è la voce del Padre! Abbiamo sentito che all’inizio Giovanni ha fatto un po’ fatica ad accettare di battezzare Gesù, aveva intuito che Gesù era una persona straordinaria e non era un peccatore come gli altri presenti. Eppure, l’ha battezzato perché compiendo quel gesto si sarebbe sentita la presenza dello Spirito Santo e la voce del Padre.

È una presentazione pubblica, fatta al popolo presente il quel momento. E quel popolo rappresentava in qualche modo tutti noi. Con quelle parole il Padre diceva: “Ecco il mio Figlio, che è ciò che di più prezioso io abbia. L’ho mandato a voi, è un dono per voi”. Quando verrà il momento della Trasfigurazione dirà anche la parola: Ascoltatelo! Oggi invece non appare questo invito. Oggi al centro mettiamo la parola DONO! Gesù è il dono del Padre per me, per ciascuno di noi! Contempliamo l’amore infinito del Padre che ci ama così tanto da mettere nelle nostre mani il suo Figlio che chiama L’AMATO!

Lui è Padre proprio in quanto ha questo Figlio che ama. Senza il Figlio anche Lui cesserebbe di essere Padre! In questi giorni segnati dalla tragedia della morte di tanti giovani abbiamo visto tanti padri e tante madri straziate dal dolore per la morte di tanti giovani figli. Non dovremmo pensare che anche il Padre celeste mettendo il suo Figlio nelle nostre mani ha rischiato veramente tanto? E infatti noi l’abbiamo trattato male. E anche al giorno d’oggi colui che è amato e che ama, raccoglie tanta indifferenza.

Chiediamoci anche noi oggi: come stiamo accogliendo nel nostro cuore il dono del Padre? Come rispondiamo all’amore di Colui che ci ama per primo ed è l’Amato del Padre? Ma quando l’amore è vero è pronto a fare tutto e a correre grossi rischi. E così è stato per Gesù che proprio perché siamo suoi fratelli e sorelle che ci siamo allontanati, Lui ci ha chiamati a essere vicini, come ci ha detto l’apostolo Paolo: voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio. Ma questo è avvenuto “grazie al sangue di Cristo”.


Don Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio e Morterone

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