DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELLA SECONDA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

Forse, ascoltando le parole di san Paolo, oggi qualcuno si sarà meravigliato quando dice che non sappiamo pregare: “non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente”. Che cosa vuol dire pregare in modo conveniente? La messa a cui partecipiamo è la preghiera cristiana più alta e più importante! Anche la preghiera del Rosario la recitiamo, qualcuno la recita tutti i giorni, altri no, ma è sempre una bella preghiera che facendo passare i momenti più importanti della vita del Signore, ci prepara alla messa o ce la prolunga nella vita. Poi magari ci sono le preghiere più frettolose al mattino perché abbiamo tante cose da fare e alla sera perché siamo stanchi. Ci sono anche le invocazioni di aiuto quando siamo in difficoltà, le espressioni di gioia quando ci capita qualcosa di bello e ci sentiamo spontaneamente di lodare Dio e di ringraziarlo. Tutto questo va bene o non troppo? Tutte queste sono preghiere fatte “in modo conveniente”? 

Però san Paolo dice anche che “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza”. In fondo è Lui che sistema tutto e fa in modo che le nostre preghiere siano fatte in modo conveniente, cioè che siano gradite a Dio. 

Nel racconto del Vangelo, che abbiamo ascoltato poco fa, abbiamo un esempio molto bello e semplice di preghiera sicuramente fatta in modo conveniente perché Maria era già la piena di grazia, cioè, ricolma di Spirito Santo. Lei aveva concepito nel suo seno il suo Figlio Gesù proprio “per opera dello Spirito Santo”. Che cosa ha fatto Maria in quel giorno di festa di nozze a Cana di Galilea? La prima cosa che ha fatto è che ha guardato in giro con uno sguardo affettuoso e 

profondo, non distratto e superficiale. Insomma, voleva bene a quegli sposi, le sembrava giusto che quel giorno fosse senza ombre e dispiaceri. Forse erano suoi parenti. Non ha notato niente di grave però il vino era finito. D’altra parte, anche la festa stava finendo e tutti presto sarebbero andati a casa. La seconda cosa è che Maria non si limita a notare questo ma lo dice a suo figlio Gesù. Non lo dice in giro, come per far fare una brutta figura agli organizzatori, non lo dice in forma di lamento o di critica. Dice con semplicità a Gesù: “Non hanno vino”. Quindi lei non ha chiesto il vino. In trent’anni di vita familiare a Nazareth non è mai successo che mancando qualcosa in casa Gesù con la sua potenza divina lo abbia fatto comparire senza fatica. Gesù non ha mai usato la sua potenza divina per qualche vantaggio personale suo o dei suoi familiari. Con la stessa semplicità si rivolge ai servi e dice: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Li invita all’ubbidienza. Se Gesù non avesse detto niente, loro non avrebbero fatto niente. Dal momento che Gesù ha detto loro di andare a prendere acqua, loro sono andati a prendere l’acqua, e ne presero tanta, circa seicento litri! 

Ecco allora che cosa è la preghiera fatta “in modo conveniente”: un parlare con semplicità e chiarezza, anche spinti dai bisogni della vita, ma sempre totalmente abbandonati alla volontà di chi ne sa più di noi, cioè Dio Padre. Quel giorno a Cana di Galilea, durante la festa di nozze, Maria si è abbandonata così a suo figlio. Il resto lo sappiamo. Gesù ha ordinato di portare l’acqua a chi dirigeva il banchetto, questa persona si è accorta che si trattava di vino molto buono, inneggia al buon vino, rimprovera lo sposo di averlo tenuto nascosto, ma intanto i servi e i suoi primi amici come Simone, Andrea, Giovanni, Filippo, Natanaele si sono accorti di quanto era avvenuto e hanno deciso di continuare a stare con Gesù. 

Alla fine, la festa sarà pure finita e anche il buon vino abbondante in qualche modo sarà pure finito ma l’amicizia che ha legato a Gesù quei primi uomini è continuata per sempre. Ecco a che cosa ha portato una preghiera semplice di Maria fatta nel modo giusto: ha cambiato la vita delle persone. 

Possiamo chiederci anche noi se la nostra preghiera si avvicina a quella di Maria: poche parole, semplici e chiare, ma dette sempre con la fiducia totale che è Dio Padre che guida la nostra vita in tutto e per tutto e la sta guidando molto bene. Ma credere profondamente questo non è per niente facile. L’assistenza dello Spirito Santo in noi è veramente necessaria.

Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone

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