A BALLABIO L’INCONTRO CON EMERGENCY ALTAMENTE EMOZIONANTE BATTE ANCHE IL GELO DEL ‘VENTAGLIO’

BALLABIO – Un incontro ad alta intensità emotiva quello di venerdì sera al centro Monte Due Mani, introdotto da Cristina Risposi a nome dell’associazione ‘Ballabio Futura’. Nel presentare i tre relatori volontari di Emergency – Adriano Crisafi referente dei gruppi territoriali di Lecco, Sondrio, Monza e Bergamo, la dottoressa Nicoletta Erba medico specializzata in ematologia e la giornalista Roberta Piazza – è stata ricordata la finalità dell’organizzazione umanitaria costituita nel 1994 a opera di Gino Strada.

L’intervento di Adriano Crisafi è stato focalizzato sulla figura del fondatore, figlio di un operaio della Breda di Sesto San Giovanni, laureato in medicina, specializzato all’estero che ha operato dal 1988 al 1994 in missioni umanitarie internazionali con la Croce Rossa Italiana in Pakistan, Somalia, Etiopia, Perù, Bosnia ed altre terre di conflitto. Gino Strada ha praticato la solidarietà come modo di vivere e  l’azione umanitaria come atto di resistenza alla disumanizzazione delle tante guerre portando aiuto alle vittime. Nel 1994 ha fondato Emergency con l’obiettivo di curare tutti gratuitamente e questa è stata la sua missione fino alla prematura morte nel 2021. Costruire occasioni di assistenza sanitaria di eccellenza, attraverso ospedali, ambulatori, cliniche per affermare un principio di dignità alla cura della persona. È in questo modo che l’Organizzazione Emergency continua il suo lavoro esercitando la cultura di pace, curando gli ultimi e i più fragili, tutti,  a prescindere da distinzione di nazionalità, di vittime “buone” e “cattive”,  attraverso un progetto di politica sociale fondato sull’uguaglianza dei diritti, laddove i diritti sono negati. “Per lui non esisteva la guerra giusta, esisteva solo l’assurdità del dolore umano”.

Nicoletta Erba, ematologa, ha lavorato presso l’Ospedale di Lecco e da sei anni è operatrice volontaria presso il Centro di Cardiochirurgia “Salam” di Khartoum, Sudan.  Si tratta di un presidio di eccellenza, sorto nel 2007, che opera nella sanità di base e in interventi di emergenza ma offre anche interventi di eccellenza in ambito cardio-chirurgico in un’area molto estesa dell’Africa Sub-sahariana (300.000 milioni di utenti solo per la cardiochirurgia). La dottoressa ha raccontato la sua esperienza dedita al controllo della terapia anticoagulante, necessaria per garantire il benessere di pazienti che sostituiscono valvole cardiache in interventi a cuore aperto. Il Centro dalla sua apertura ha eseguito 10.000 interventi a cuore aperto, inserito 8000 valvole cardiache meccaniche e somministrato 1.000.000 di terapie anticoagulanti.

È emersa la drammaticità della situazione della popolazione infantile che oggi sono una grossa fetta degli interventi cardiochirurgici del centro. La situazione è precipitata con il ritorno alla guerra civile in Sudan, nel 2023. Distruzioni, eccidi, migrazioni che in pochi mesi ha sconvolto il Paese. La capitale Khartoum ha visto la sua popolazione ridursi da 7 a 3 milioni, l’assistenza sanitaria si è ridotta al lumicino e il Centro ha avuto grandi problemi di continuità assistenziale. Come continuare in queste condizioni? La risposta è stata restare.  Garantire una continuità assistenziale ai pazienti e far fronte alla recrudescenza delle patologie da traumi da guerra oltre che alle diversissime criticità sanitarie e riorganizzare i servizi in relazione all’aumento di bambini da curare e alla dislocazione logistica dei pazienti in diverse aree del Sudan.

Da qui è nata l’dea di creare Cliniche satelliti periferiche, in connessione al Centro, dove si fa la valutazione clinica del paziente e si controlla la terapia anticoagulante nonché l’apertura del Trauma Center, dell’Ambulatorio pediatrico e successivamente della Clinica pediatrica. La dottoressa Erba, in vista del rientro, auspica che il ritorno dei profughi nelle proprie abitazioni permetta al Centro “Salam” ed a Emergency di tornare ad essere un punto di riferimento per l’assistenza sanitaria per una popolazione stremata e bisognosa di cure.

A seguire è intervenuta la giornalista e volontaria del gruppo scuola di Emergency Roberta Piazza che ha fatto una panoramica delle diverse iniziative in atto, ha ricordato l’impegno urgente e prioritario su Gaza, dove gli aiuti umanitari alla popolazione sono bloccati dal governo israeliano e dove l’azione di Emergency ha necessità di aiuti moto concreti visto la difficoltà a farli giungere a destinazione. Ha ricordato come le condizioni della popolazione siano drammatiche per il sommarsi di diversi fattori: abitazioni di fortuna in un periodo molto freddo, condizioni igienico-sanitarie estreme, problematiche di alimentazione e patologie difficilmente curabili. Gaza è una priorità perché c’è l’assenza delle organizzazioni governative o internazionale a livello finanziario  e quindi  i contributi dei cittadini sono fondamentali. Piazza ha poi ricordato l’impegno in Ucraina con 33 ambulatori, in Iraq con un importante presidio per le protesi, in Afghanistan con il centro maternità, l’ospedale di Kabul e vari altri centri sanitari per interventi traumatologici, la nave Life Support per gli interventi di salvataggio dei  migranti nel Mediterraneo  e ancora diversi presidi in Italia, in particolare nel sud del paese.

Ha menzionato la campagna del 2024 “Ripudia” intesa a far rivivere l’art.11 delle Costituzione italiana. Oggi, in un mondo dove le guerre aumentano e la spesa militare continua a crescere, ripudiare la guerra non è solo un principio fondativo della nostra Costituzione, ma un dovere morale per proteggere il futuro delle generazioni a venire. Ha concluso con un richiamo ai numerosi interventi educativi in ambito scolastico in provincia di Lecco  come momenti centrali dell’azione dell’associazione per sensibilizzare le nuove generazioni a partire dalle scuole elementari al tema della pace e delle pratiche umanitarie.

Malgrado la sala sia rimasta al freddo per tutta la serata (meno di 13 gradi alle ore 21, immagine a destra), sono seguiti numerosi interventi del pubblico con l’intento di chiarire il senso profondo di questa unica esperienza.

A fine serata Emergency ha raccolto 230 euro come contributo dei presenti a testimonianza del coinvolgimento emotivo e della partecipazione fattiva dei presenti.

E. M.