BALLABIO – Il tradizionale falò di fine gennaio ha richiamato, nonostante il freddo pungente, anche quest’anno tantissimi ballabiesi, confermandosi uno degli appuntamenti più sentiti dell’inverno. La manifestazione, che affonda le sue radici in un’antica usanza popolare, è stata come sempre preceduta da una festosa processione di bambini per le vie del paese, armati di campanacci e oggetti rumorosi per “scacciare” simbolicamente il freddo di gennaio e accogliere il mese di febbraio. Un rito che unisce folklore, comunità e memoria collettiva, e che continua a vivere grazie alla partecipazione attiva di numerose realtà del territorio.
L’evento si è svolto sull’ ex campo di calcio dell’Oratorio della Beata Vergine, luogo storico della tradizione, e ha visto una grande affluenza nonostante la stagione invernale. La serata ha riproposto tutti gli elementi tipici dell’appuntamento invernale: il corteo, i canti popolari e l’accensione del grande fuoco, momento centrale della celebrazione. In altre edizioni, come riportato da cronache locali, il falò è accompagnato da processioni con campane e campanelli e da momenti conviviali che coinvolgono adulti e bambini .
La riuscita della manifestazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra Oratorio dell’Unità Pastorale di Ballabio, Protezione Civile, GSO Ballabio, CAI Lecco-sottosezione di Ballabio, Croce Rossa Italiana, Pianeta dei Sogni, ASD Grignetta, Vous de la Valgranda e sponsor, con il supporto della Polizia Locale che ha garantito la gestione della viabilità del corteo.

Il sindaco Giovanni Bruno Bussola ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione e per il lavoro svolto dalle associazioni: “Anche quest’anno l’evento è stato un successo e voglio ringraziare le tante associazioni, realtà ballabiesi e volontari che lo hanno reso possibile. Un plauso particolare va all’assessore al Turismo Barbara Crimella per l’importante ruolo di coordinamento svolto”.
G. P.





