PIANI RESINELLI – Dopo l’abbraccio della città, la Fiamma Olimpica ha trovato spazio anche tra le guglie della Grignetta, grazie a una tappa straordinaria che ha unito simbolicamente la tradizione dell’alpinismo lecchese allo spirito universale dei Giochi. Una parentesi alpina fuori programma, proposta dagli organizzatori della staffetta e accolta con entusiasmo dai Ragni di Lecco, protagonisti di una salita che resterà nella memoria del gruppo e del territorio.
Il cammino della fiaccola è ripartito nella mattinata dai Piani Resinelli, dove la delegazione dei Ragni ha ricevuto la lanterna con il fuoco olimpico e le torce necessarie per la progressione verso la cima. Un passaggio chiave, quello ai Resinelli, che ha segnato l’inizio della tappa più simbolica del percorso lecchese: dalla storica porta d’accesso alla Grignetta, la fiamma ha iniziato la sua ascesa tra roccia, neve e nebbia.
Nonostante le previsioni incerte e un meteo che lasciava presagire pioggia in pianura e neve in quota, la montagna ha concesso una tregua sufficiente per permettere lo svolgimento dell’iniziativa. Il sentiero innevato, il vento freddo e la visibilità ridotta hanno reso la salita impegnativa, ma non hanno fermato né i tedofori né i numerosi appassionati che hanno scelto di unirsi lungo il percorso o attendere in vetta. In totale, circa un centinaio di persone hanno raggiunto la cima, avvolta dalla nebbia ma carica di emozione.
A guidare la delegazione della Scuola nazionale di alpinismo dei Ragni c’era il direttore Stefano Bolis, insieme a Carlo Aldé, Daniele Bosisio, Giuseppe Floccari, Luca Gianola, Marco Maggioni, Matteo Motta, Lorenzo Negri e Pierangelo Tentori. Con loro anche il presidente del sodalizio Matteo De Zaiacomo, altri membri del gruppo, rappresentanti del Cai ed escursionisti che si sono aggregati spontaneamente. Una staffetta che ha voluto rappresentare non solo la storia sportiva dei Ragni, ma anche la loro funzione sociale e di avvicinamento alla montagna.


