MOTORI. A CONTI FATTI NON È VERO CHE L’AUTO ELETTRICA COSTA DI PIÙ

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Chi dice che le auto elettriche sono solo per i ricchi? In Italia sono ancora pochissime – è vero – e il loro costo iniziale è in media più alto di dieci mila euro rispetto a una concorrente a motore endotermico; ma ciò non significa necessariamente che il costo complessivo sia maggiore. A dimostrarlo è uno studio della rivista Altroconsumo insieme a Beuc, un’organizzazione di consumatori europei.

Secondo i loro dati, dopo 16 anni di utilizzo, includendo ogni spesa – dal rifornimento alle riparazioni –, una vettura di segmento C (quello medio, delle dimensioni di una Golf per intenderci) arriva a un costo di 66mila euro se elettrica. Segue con 500 euro in più la versione a metano. Si sale a 71mila euro per un Diesel e 72mila il Gpl; altri mille euro in più per un’ibrida plug-in, che diventano ben 79mila per una full-hybrid. Chiude la classifica il benzina, superando di poco gli 81mila euro. E per il segmento B – ossia quello delle utilitarie, ancora poco elettrificate ad oggi – pare che il risparmio sarà ancora più evidente nei prossimi anni.

La vittoria dell’elettrico è schiacciante; escono invece quasi distrutti da quest’indagine il mondo ibrido e quello “a benzina verde” che proprio in questi mesi sembrano sempre più lanciati da diverse case automobilistiche. Ad avvantaggiare le vetture elettriche sono essenzialmente due fattori: il costo dei rifornimenti innanzitutto – che scende ulteriormente se a casa si è dotati di un impianto di pannelli fotovoltaici –; e quello della manutenzione, poiché nei motori elettrici l’usura delle componenti è di gran lunga minore rispetto ai motori endotermici. I risparmi su questi soli due fronti riescono persino a vincere l’inerzia di un prezzo iniziale ben più alto di quello delle rivali “inquinanti”. Ma spesso questo fattore non si considera e si ragiona sul portafogli senza troppa lungimiranza.

Per incentivare la diffusione di questo tipo di mobilità più sostenibile per l’ambiente e per la salute – oltre che per il conto corrente – servirebbe poi una più efficiente rete di colonnine di ricarica e maggiori incentivi ai consumatori, aspetti in cui l’Italia è parecchio indietro rispetto agli altri Paesi europei.

Alessandro Tonini
atonini@iperg.net

 

 

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