IL IV NOVEMBRE A BALLABIO E MORTERONE: LE CERIMONIE ALLA PRESENZA DELLE AUTORITÀ

Il IV Novembre a MorteroneIl IV Novembre a Morterone

BALLABIO/MORTERONE – Nella parrocchiale della Beata Vergine Assunta la cerimonia del IV Novembre a Ballabio, con il discorso commemorativo della sindaca al termine della messa celebrata dal parroco don Benvenuto Riva alla presenza del gonfalone comunale. Ha fatto seguito una breve cerimonia, con alzabandiera, al monumento ai caduti in via Confalonieri e la visita alle altre lapidi di caduti tra cui la stele ad Ambrogio Confalonieri.

Presenti il Coro I vous de la Valgranda e la Banda Risveglio, il maresciallo Fornaro dei Carabinieri di Lecco, Polizia Locale, Protezione Civile comunale, Alpini dell’Ana di Ballabio, il bersagliere Ambrogio Origgi, il Cai e altre associazioni che hanno preso parte alla cerimonia con i loro rappresentanti e gagliardetti.

IV Novembre a Ballabio 2018 (16)Di seguito un riassunto dell’intervento della sindaca di Ballabio: “Il 4 novembre è il giorno dedicato alla vittoria nella Prima Guerra Mondiale, di cui si celebra il 101° anniversario, e per questo è la festa delle nostre forze armate e della nazione. Purtroppo il sacrificio dei nostri soldati, la figura stessa del soldato, vengono spesso dimenticati, se non addirittura sminuiti. Ma noi sappiamo che le parole più belle di tutto il Vangelo, il complimento più grande, Nostro Signore le dedica proprio a un uomo d’armi, a un ufficiale, al centurione romano: alla presenza della folla che l’accompagna, Gesù esclama parlando del centurione “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!”. Non chiede al militare di spogliarsi della sua divisa o del suo grado, ne costui ne manifesta la minima intenzione, e certamente sarà tornato al suo mestiere delle armi. Eppure per il Signore è proprio il centurione che ha la fede più grande di tutti, perchè gli ha chiesto di guarire il suo servo e ha ottenuto questo miracolo, confidando che sarebbe stato esaudito. Ed è mia convinzione che l’umiltà con cui questo legionario si rivolge a Gesù sia il vero segno della fede: “Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto…, ma dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito”.

Cippo 4 novembre Ballabio 2019“Direi che questa umiltà, questa sottomissione, questa obbedienza, questa fiducia, in fondo sono virtù militari e sono tanto care al Signore, perchè sappiamo tutti che il peccato peggiore è l’orgoglio, l’insubordinazione, è la colpa che ha sprofondato negli inferi gli angeli ribelli per mano, e per la spada fiammeggiante, di un altro soldato, san Michele arcangelo, principe delle milizie celesti. Gliene siamo riconoscenti. Non solo oggi, possibilmente. C’è un piccolo monumento ai caduti, in paese. Con tanti nomi di ragazzi di Ballabio. Non ci vedo quasi mai nessuno, lì davanti. Andiamoli a trovare qualche volta. Leggiamo quei nomi, pensiamo un attimo al loro sacrificio. Diciamo loro che non li abbiamo dimenticati.”

A Morterone la commemorazione del IV novembre, anche se sotto la pioggia scrosciante, non si è svolta in tono minore. Anzi: la cerimonia è stata molto sentita ed ha avuto un affluenza impensata. Presenti la sindaca Antonella Invernizzi, quello del Comune di Taleggio (BG) Gianluca Arnoldi, assessori e consiglieri anche del Comune di Vedeseta. Inoltre presenti gli Alpini con i capigruppo di Ballabio, Vedeseta e Taleggio, i Fanti di Vedeseta, l’Arma dei Carabinieri di Lecco. Suggestiva la celebrazione solenne della messa celebrata dal parroco don Agostino Butturini con il suono della tromba di Valerio Arrigoni.

L’intervento del sindaco Antonella Invernizzi: ” In questa circostanza mi soffermo a riflettere sul significato dei tre simboli qui presenti: il monumento ai caduti, la corona di alloro e la bandiera italiana. Era proprio il 4 novembre di oltre novant’anni fa quando, nel monumentale Vittoriano a Roma, venne tumulata la salma del cosiddetto “milite ignoto”, in memoria dei tanti militari caduti in guerra e di cui non si conosce il nome o il luogo della sepoltura. Per questo oggi ci ritroviamo vicino a questo simbolo, così come avviene in tutta Italia, per ricordare rispettosamente i nostri caduti e ringraziare le nostre Forze Armate. Un ricordo e un ringraziamento rappresentati dalla corona che abbiamo deposto, con un gesto che non è solo formale, ma pieno di significato, perché testimonia la partecipazione della nostra comunità locale all’identità di una nazione, della nostra Nazione, della nostra Italia. Ringraziamo con questa corona e onoriamo, quei soldati, che non esitarono ad affrontare la morte pronunciando il nome “Italia”. Italia qui simboleggiata nella sua unità, dal tricolore. Proprio pochi giorni fa ho avuto l’onore di partecipare a un convegno a Roma per celebrare con noi questa importante ricorrenza, auguro di crescere con la convinzione che la pace, il dialogo, il confronto e l’onestà siano sempre l’unica strada da percorrere. A voi tutti, ai rappresentanti del Corpo degli Alpini, dei Fanti e dell’Arma dei Carabinieri, il ringraziamento dell’Amministrazione comunale, sia per averci onorato della vostra presenza, sia per l’impegno, che quotidianamente profondete nell’adempimento del dovere.  Dopo il discorso della sindaca in chiesa la deposizione della corona con l’onore ai caduti.”

La cerimonia a Morterone

 

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