DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DEL BATTESIMO DI GESÙ

“Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli. Principe e sovrano sulle nazioni”. Chi è quest’uomo? Di chi si sta parlando? Una cosa è certa: il popolo di Israele nella sua storia secolare ha vissuto tanti momenti di distruzione, di minacce, di deportazione, di sterminio. Anche quando queste parole sono state scritte, Gerusalemme era una città distrutta anche se in fase di ricostruzione. Eppure nel popolo si è sempre trovato qualcuno che, ispirato da Dio, sorreggeva la speranza del popolo ad affrontare ogni tribolazione e andare avanti nonostante tutto.

I profeti veri come Isaia, non altri profeti falsi come tanti ciarlatani, parlavano a nome di Dio e insegnavano ad aspettare un misterioso personaggio che sarebbe venuto dopo ma senza sapere precisamente quando. Un altro profeta vero, Giovanni, (circa cinque secoli dopo Isaia) parla di uno che “viene dopo di me ed è più forte di me”. Anche Giovanni non lo conosce, sa solo che manca poco, sa solo che è molto grande, così grande che non si sente degno di inginocchiarsi davanti a lui, e sa anche che è molto forte.

Ma così forte che è l’unico in grado di penetrare in quel grande mistero che è l’intimo dell’uomo, la sua coscienza, la sua libertà, la sua volontà, insomma il suo spirito. Proprio lì lui è in grado di entrare e regnare e così rinnova l’uomo nel profondo e nella verità. Infatti ogni altro cambiamento è superficiale e passeggero. “Egli vi battezzerà in Spirito Santo”.

Poco dopo compare il nome e allora ci è chiaro di chi si sta parlando: “Gesù, venne da Nazareth di Galilea”. C’è un segno dall’alto, una colomba che discende su di lui e che Giovanni intuisce come un segno da Dio che poi si manifesta anche con la voce: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. E questo Gesù che viene da Nazareth è lo stesso figlio di Maria che è nato quella notte di una trentina d’anni prima e che dopo la nascita è stato avvolto in fasce ed è stato deposto in una mangiatoia. Un bambino fragile e bisognoso di tutto. Eppure è forte ma di una forza speciale. La sua forza è quella divina: è il Figlio di Dio, il figlio perfetto perché è obbediente e docile al Padre, per questo è il figlio amatissimo.

Chi sceglie Gesù perché è grande e forte deve sapere perché lo sceglie: lo sceglie perché è ricolmo dell’amore del Padre e quell’amore viene riversato in noi. Chi è assillato da molti problemi e vuole uno che glieli risolva o chi è preso da passioni di dominio e di ribellione nei confronti di altri rimarrà molto deluso da questo Gesù di Nazareth che parla di amore e di rinnovamento interiore di ogni persona.

Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone