DON BENVENUTO COMMENTA LE LETTURE DELL’ULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

“Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello?” “D’ora in poi non giudichiamoci più gli uni gli altri”. L’apostolo Paolo è molto chiaro nel notare qualcosa che avveniva con molta facilità all’interno delle comunità che conosceva: giudicare una persona e anche con disprezzo, cioè senza comprensione e alcun affetto. Ed è altrettanto chiaro e fermo nel dire: non facciamolo più, smettiamo di agire così!

Anche Gesù ha notato questo stando in mezzo agli uomini. Ricordiamo il fatto di domenica scorsa: quel fariseo che lo aveva invitato a pranzo in realtà non ha detto nessuna parola, ha soltanto pensato che quella donna dalla vita disordinata non doveva permettersi né di entrare improvvisamente in casa sua e neanche di fare quei gesti nei confronti di Gesù. Non era una donna per bene, lui invece sì, come anche i suoi invitati a pranzo tra i quali c’era Gesù. Ma Gesù conosceva i pensieri e gli affetti sia di quella donna come anche di Simone. E allora inventa una storia per far capire a Simone che lui sa leggere nei cuori. Così fa capire che Simone che aveva pensato male di quella donna: lui considerava il fatto che era una prostituta. Gesù invece leggeva la sua intenzione di purificare il suo passato e di cominciare una vita nuova, ma questo era possibile solo con Gesù e la donna lo aveva capito. Simone no.

Insomma, quel giorno è capitato qualcosa che capita facilmente anche al giorno d’oggi e in mezzo a noi. Il Vangelo di oggi parla di “intima presunzione”: cioè si pensa o si dice molto facilmente: “Io penso che …” “Io sento che …”. Che cosa senti? Che cosa pensi? “Di essere una persona corretta, educata, sto al mio

posto, non faccio niente di male, faccio quello che devo fare”. Tutto questo la Bibbia lo riassume in una sola parola: essere un GIUSTO! Ed è una bella cosa essere un giusto! Il problema, invece, è che si continua dicendo: “La gente invece …” e si parla degli altri come di gente che ruba, è violenta, manca di rispetto, non si comporta più come una volta.

Oggi Gesù racconta un’altra storia di altri due uomini proprio per farci capire che questo modo di agire è sbagliato. E se noi nel nostro cuore coltiviamo questi pensieri siamo invitati a smettere. È bello che una persona si impegni a mettere in pratica la parole di Mosè e dei profeti (erano i farisei), è bello che una persona preghi stando in piedi e ringrazi Dio, è bello che una persona faccia le sue offerte per aiutare il tempio e anche per aiutare chi è nel bisogno! Ma non è bello che guardandosi in giro vede una persona che ha rubato e la disprezzi e che lui senta di essere più bravo di quell’altro.

La conclusione di Gesù è che questa persona, pubblicano cioè esattore delle tasse per conto del governo romano e che sicuramente aveva rubato, tornò a casa sua reso GIUSTO! Perché? Perché si è rivolto umilmente a Dio e ha chiesto pietà per il male compiuto e ha deciso di cambiare vita! L’altro invece che si compiaceva della sua grandezza e di ciò che era in grado di fare, non è stato gradito a Dio! È proprio vero: Dio non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva! Dio è proprio contento di perdonare perché è un Padre che ha ritrovato i suoi figli che si erano perduti.

Oppure è come uno sposo che ritrova la sua sposa di cui era innamorato ma lei l’aveva abbandonato. È la storia di amore che abbiamo sentito nella prima lettura del profeta Isaia. Israele è paragonato a una donna abbandonata e afflitta che si è persa rincorrendo i suoi idoli e non fidandosi più del suo Dio. Allora anche Dio “per un breve istante” l’ha abbandonata ma subito dice: “Ti raccoglierò con immenso amore. In un impeto di collera ti ho nascosto per un poco il mio volto; ma con affetto perenne ho avuto pietà di te” dice il Signore che ti usa misericordia. Questo è il nostro Dio, il Dio vivente, il Dio capace anche di arrabbiarsi e di provare dispiacere, ma che sa sopra tutto far prevalere il suo amore eterno e forte per noi.

Quelle dichiarazioni d’amore, espresse da Dio per mezzo del profeta Isaia, le dobbiamo sentire rivolte a tutti noi, oggi.

Don Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio e Morterone

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