LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO. PERCHÉ NON SI DEVE NASCONDERE LO SPACCIO A BALLABIO E DINTORNI

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consonni-scriveBALLABIO – Stupisce, specie perché oltre che prof alle superiori e sindaca, è giornalista pubblicista, che Alessandra Consonni si metta a criticare quei giornali (pressoché tutti, va detto) che si sono permessi di citare Ballabio quale sede degli avvenimenti delinquenziali dei giorni scorsi. A sostegno di quel “nessuna sparatoria a Ballabio“, la prima cittadina cita il comunicato stampa della Questura di Lecco che parlerebbe di “Ponte della Gallina” come luogo della sparatoria tra spacciatori di sabato sera.

Beh, non è proprio così. E chi fa il giornalista, ancorché nel ruolo “minore” dell’elenco pubblicisti, deve sapere che i fatti vanno verificati, possibilmente da più fonti autorevoli.

Ecco allora che a leggere gli atti autentici dell’inchiesta in corso (quelli di cui non dispone Consonni) emerge ben altro.

Sparatoria spaccio ballabio (2)Ma restiamo alla nota stampa della Squadra Mobile: già in quel testo la sindaca avrebbe dovuto leggere bene: “…Il marocchino si dava alla fuga nei boschi inseguito dai rapinatori ma riusciva a seminarli ed a raggiungere Laorca, dove trovava rifugio in un autobus di linea che lo conduceva alla stazione di Lecco“. Dunque, la CONCLUSIONE della fuga avviene al Ponte della Gallina ovvero Laorca quindi Lecco. Ma le parole della Questura non indicano l’ESATTA collocazione della sparatoria. Che invece si evince dagli atti.

Questo giornale può allora precisare, anche ad uso della dott.ssa Consonni, che il punto preciso viene descritto come “nei boschi tra Ballabio e Lecco“. E qui finiamo con le pippe geografiche, delle quali francamente facciamo volentieri a meno.

consonni su laorca e spaccio ballabioPerché in definitiva, del luogo esatto di quest’ultimo episodio di cronaca nera, poco interessa a noi, ai lettori e crediamo ai ballabiesi tutti. No, la questione è un’altra. Con la sua uscita social, la sindaca quasi nega l’esistenza di un fenomeno (quello dello spaccio INTORNO a Ballabio) che è sì un fatto spiacevole – ma di sicuro non rappresenta una novità. E che anzi, a parere nostro, va proprio segnalato e non certo nascosto “sotto il tappeto”.
Perché avere la consapevolezza di qualcosa di molto negativo aiuta a difendersene; negare l’evidenza dei fatti, no.

Da anni lo spaccio di droga nei nostri boschi è pratica risaputa e fin troppo poco evidenziata pubblicamente. Tra Ballabio e Morterone, verso i Resinelli ma anche in direzione di Laorca (probabilmente verso Montalbano): il numero di blitz delle forze dell’ordine con arresti e sequestri di stupefacenti è forzatamente inferiore alla quantità di scambi di droga che avvengono sotto gli alberi, favoriti dalle caratteristiche proprie della boscaglia.

L’operazione avvenuta tempo fa sulla strada per Morterone è nata dalla segnalazione di un ciclista che passava e ha colto atteggiamenti sospetti. L’uomo ha avvisato la Polizia e ne è scaturito un blitz che ha scoperchiato in via ufficiale quel che un po’ tutti sanno.

E dunque, non è vergognandosi dell’esistenza di questi reati (che siano a un metro o a un chilometro dal centro di Ballabio, chissenefrega) che si aiuta a stroncare lo spaccio. Al contrario, bene parlarne e come dire “averne coscienza”.

Con l’obiettivo di non doverne parlare più.

S. T.

ALCUNI DEI PRECEDENTI:

“MORTWOOD”: ANCORA SPACCIO NEI BOSCHI TRA BALLABIO E MORTERONE. TRE ARRESTI

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