LA “DIS-INFORMAZIONE” NELL’ERA CONSONNI E QUELLE DURE CRITICHE DEL SUO GRANDE ELETTORE

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EDITORIALE – Anche gli auguri di buon anno possono diventare propaganda a basso costo, via newsletter e sui social. Maestra in questo senso la sindaca di Ballabio Alessandra Consonni, capace di utilizzare uno spazio pubblico (quello del Comune) e uno privato – piuttosto frequentato come la pagina Facebook Sei di Ballabio se… – per autocelebrare l’attività, invero piuttosto deludente a detta pure di diversi suoi elettori, della sua giunta.

Risultati immagini per giacomino colombo ballabioGli “auguri” consonniani sono concentrati in pochissime righe, pretesto per una sovradimensionata apologia (auto elogio) di quanto sarebbe stato compiuto in un anno e mezzo dalla maggioranza di “Nuovo slancio“. E basterebbe questo per trovare un po’ fuori luogo tale esercizio lodante di se stessi. Qui però non c’è il solito grillo parlante di Ballabio News a trovare discutibile l’autosbrodolamento municipale. No. Diversi ballabiesi, in pubblico e privatamente, hanno espresso la loro perplessità sul “messaggio di fine anno” della prima cittadina. E uno in particolare va considerato con attenzione. Si tratta di Giacomino Colombo, da più parti considerato tra i “grandi elettori”, decisivi con la loro opera per la vittoria della Consonni nelle urne, il 31 maggio 2015.

Personaggio dunque “non sospetto” di eventuali pregiudizi o avversioni politiche verso questa amministrazione. Anzi.

E Giacomino non gliele manda certo a dire:
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Ma perché l’ex presidente AIDO, oggi a capo del Comitato Gemellaggi e attivo nonché attento partecipe della vita sociale ballabiese, si scaglia così contro quella sindaca che lui stesso ha contribuito a far eleggere solo qualche mese fa?

La lunghissima comunicazione urbi et orbi della Consonni definita appunto “autocelebrazione” da Colombo è in effetti una formidabile elegia a se stessa ed alla sua compagnia: ben 77 righe più firma condite da aggettivi, dati di fatto più o meno controvertibili, molte opinioni e pure una poco istituzionale bacchettata a chi si permette di non pensarla come la signora sindaca. Ovviamente “un qualche sito” che farebbe circolare “certe “dis-informazioni” in maniera compulsiva”. tradotto: se qualcuno si permette di scrivere più di un articolo non gradito è un “qualche sito” – e pure compulsivo.

consonni-scriveInteressante che la critica provenga da una giornalista (la libertà di informazione ed opinione dovrebbero essere valori condivisi, in questa categoria, ma si vede che quella poltrona al piano superiore dell’edificio comunale riesce a trasformare l’ardore d’un tempo). C’è di più: nel suo messaggione di fine anno, omettendo di citare la figuraccia del municipio – totalmente assente solo pochi giorni prima alle esequie di un ballabiese illustre come Pino Galbani – la prima cittadina trasforma quell’episodio triste per il nostro paese in una sorta di ennesima autopromozione, quando racconta con eccitazione che “mi ha dato grande orgoglio ad esempio, vedere locandinata a Lecco e non solo la nostra decisione di dedicare una via a Pino Galbani”.

Locandine di giornali (quelli sì che fanno “buona informazione”) i quali, non vivendo in prima persona Ballabio non si sono accorti della incredibile toppata dei funerali dell’ex deportato, disertati dal Comune. E riportano acriticamente la decisione – a posteriori – di dedicargli una strada.

Insomma: dis-informi se critichi il manovratore, ma inorgoglisci la sindaca se “locandini” (che brutto verbo, dottoressa Consonni!) la decisione fuori tempo massimo.

È la visione dell’informazione locale nel 2017 di un sindaco che si spinge fino ad aprire la porta del suo ufficio ai “molti” che “anche per verificare certe “dis-informazioni” fatte circolare in maniera compulsiva da un qualche sito, hanno preso l’abitudine di chiedermi spiegazioni, anche attraverso la mia posta di facebook. Tutti benvenuti, la mia porta è sempre aperta”.
In pratica: Vi spiego io come stanno le cose, altro che quei cattivoni lì.

Il pluralismo? La libertà di stampa? Le opinioni diverse? Lasciamole a “un qualche sito”. Qui la sindaca fa la parte di chi omette i nomi – per non dare spessore al “nemico”. Tecniche che lasciamo a lei e a chi come lei si atteggia.
L’omissione o la trasformazione del nome altrui le lasciamo a certi singoli e gruppi che non sempre operano al meglio, in questo Paese. Non tanto Ballabio, proprio l’Italia. 

BN