QUESTA SERA “UNA CHIESA DA CONTEMPLARE”, GUIDA AI TESORI DELLA PARROCCHIALE BEATA VERGINE

volantino 13-agosto - una chiesa da conemplare

BALLABIO – Una serata da non perdere quella di oggi a Ballabio Superiore. Alle 21 in chiesa, don Giovanni Milani spiegherà la bellezza della struttura e dei tesori che contiene – con i commenti musicali di Giusy Gualtieri e del maestro Franco Zapelli su realizzazione di Francesco Pedrazzini dal titolo Una Chiesa da contemplare. Una occasione unica per conoscere una parte importante della storia del paese. La chiesa fu eretta il 10 maggio 1412, mediante separazione dalla prepositurale di Lecco, per volontà dell’arcivescovo Giovanni Visconti. Venne dotata di beni soggetti alla mensa arcivescovile di Milano e fu designato un unico parroco per la chiesa parrocchiale di Santa Maria e le due chiese di San Giovanni Battista e di San Lorenzo situate nel territorio parrocchiale. Dal XVI al XVIII secolo la parrocchia di Ballabio è costantemente ricordata negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi di Milano e dai delegati arcivescovili nella pieve di Lecco.

BVA BEATA VERGINE ASSUNTA CHIESA BALLABIONel 1746, durante la visita pastorale dell’arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli nella pieve di Lecco, nella chiesa parrocchiale della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo di Ballabio si aveva il sodalizio della Beata Maria Vergine del Rosario, istituito dall’arcivescovo Federico Visconti, e unito a quello del Santissimo Sacramento. Il numero dei parrocchiani era di 592, di cui 403 comunicati. Entro i confini della parrocchia di Ballabio esistevano gli oratori di San Giuseppe e di San Lorenzo in Ballabio Inferiore e l’oratorio di San Giovanni Battista.

Nel XIX e XX secolo la parrocchia della Beata Vergine Assunta di Ballabio Superiore è sempre stata inclusa nella pieve e nel vicariato foraneo di Lecco nella regione V della diocesi, fino alla revisione della struttura territoriale della diocesi attuata tra il 1971 e il 1972 (decreto 11 marzo 1971, RDMi 1971; Sinodo Colombo 1972, cost. 326), quando è stata attribuita al decanato di Lecco, nella zona pastorale III di Lecco.

G. P.

 

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