IL RAPPORTO TRA LECCO E IL GIOCO

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A guardare i numeri ufficiali, sembra che nella provincia di Lecco siano tanti gli appassionati di scommesse sportive, gratta&vinci, giochi di carte e slot. Nella sola città capoluogo, ad esempio, secondo uno studio realizzato da Infodata rielaborando i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel primo semestre del 2017 sono stati spesi poco più di 43 milioni di euro in gioco. Nella vicina Como invece, sempre nello stesso periodo, la spesa ha raggiunto i 131 milioni. Cifre che non sorprendono se si considera che la Lombardia è, storicamente, la regione italiana dove si investe di più in gioco e scommesse.

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Photo by AdmComSRL / Licenza: CC BY-SA 3.0

Probabilmente la vicinanza con il Casinò di Campione d’Italia, poco più di 60 chilometri da Lecco e meno di 30 da Como, ha contribuito non poco ad alimentare una certa propensione di lecchesi e comaschi a sfidare la sorte ai tavoli da gioco.

Oggi il Casinò dell’enclave italiana sul suolo svizzero si trova in una situazione economica difficile con il rischio concreto di una sua chiusura definitiva che, però, pare voglia essere scongiurata dal governo in carica. Pochi giorni fa, infatti, si è riunito a Roma un tavolo interministeriale per affrontare la questione e, in una nota diffusa a conclusione si legge: “L’obiettivo del governo, in attesa di un riordino complessivo delle case da gioco, è trovare una soluzione per garantire la sopravvivenza del Casinò di Campione”. Riaccendendo, di fatto, le speranze sia dei 482 dipendenti della casa da gioco che rischiano il licenziamento sia dei lavoratori del Comune di Campione, socio unico del Casinò aperto nel lontano 1933.

Proprio dai tavoli verdi del casinò di Campione, a poca distanza da casa sua, ha preso le mosse uno dei maggiori protagonisti del poker sportivo italiano, Andrea Montini, vincitore di un IPT (Italian Poker Tour), uno dei più importanti tornei di Texas Hold’em organizzati nel nostro paese, nel corso di un match che gli appassionati ancora ricorderanno. Nel 2013, appena ventottenne e con poco più di quattro anni di esperienza di gioco alle spalle, per lo più online, Montini sorprendendo tutti riuscì a portarsi a Dongo, in provincia di Como, una vincita da 220mila franchi svizzeri, qualcosa come 165mila euro al cambio di allora, iniziando così la sua carriera nel poker professionistico.

Quello di Montini non è l’unico esempio di personaggi emergenti nel panorama pokeristico italiano che provengono dalla zona del lago di Como. Almeno altri due giocatori stanno cercando di farsi largo. Il primo è un trentaquattrenne di Catenovo, in provincia di Lecco, conosciuto con il nick “Morobolz” che ha vinto alcuni dei tornei online più prestigiosi organizzati da PokerStars. L’altro, “Royal_Fish84”, viene da Erba, in provincia di Como, e si è fatto notare in rete grazie alla sua bravura e al suo gioco particolarmente aggressivo oltre che per aver vinto diversi tornei ed eventi speciali. Tutti giocatori che hanno iniziato il loro percorso dall’online, dove si sono fatti le ossa e dove hanno accumulato ore e ore di gioco e messo a punto strategie e tattiche riuscendo a trasformare la loro passione in una professione.

Ed è proprio verso l’online che il gioco si sta trasferendo e affermando sempre di più nelle preferenze degli appassionati italiani. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano, il 2016 è stato l’anno del definitivo boom del gioco su internet. Quasi 17 milioni di persone hanno giocato almeno una volta online e la raccolta complessiva del settore ha sfondato il miliardo di euro, facendo registrare una crescita del 25% rispetto all’anno precedente.

I principali fattori che avrebbero contribuito al successo, a detta gli esperti del Politecnico, sono due. Da un lato, la regolamentazione del settore e l’istituzione del sistema delle concessioni, che ha permesso all’Agenzia delle Dogane di rendere inaccessibili dal territorio italiano oltre 6 mila siti irregolari, trasferendo in questo modo gli utenti verso il mercato del gioco legale e sicuro. E, dall’altro, la diffusione del gioco in mobilità, che ha fatto registrare una raccolta complessiva di 233 milioni di euro, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente, e con lo smartphone a farla da padrone: l’84% della spesa complessiva proviene, infatti, dai moderni telefonini, “divenuti ormai – come si legge nella ricerca – il principale canale di gioco mobile”.

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