CALAMITÀ CINGHIALI: ARATI I 3 KM A COSTA DEL PALIO. FOCUS DI RURALPINI SULLE RESPONSABILITÀ

MORTERONE – Il crinale pascolivo di 3 km tra la valle Imagna e Morterone arato per tutta la lunghezza dai cinghiali. Un fatto scandaloso – la foto è di pochi giorni fa – perché i pascoli sono gestiti dall’ente regionale Ersaf. Infatti, nonostante l’impegno della Regione Lombardia che ha emanato negli ultimi anni vari provvedimenti per arginare la piaga dei danni da cinghiale, proprio i pascoli regionali sono ancora una volta un esempio in negativo di gestione.

Un tempo il pascolo era frequentato durante il giorno da un migliaio di bovini che salivano dalle cascine di Morterone (con le sue varie frazioni), Brumano, Fuipiano, e alla sera rientravano nelle stalle. Oggi i pascoli sono quasi scomparsi in seguito agli impianti artificiali di conifere estranee all’habitat.

Negli anni ’70, quando i Comuni cedettero le proprietà all’Azienda regionale delle foreste, vennero piantati abete rosso, pino nero e larice, tutti fuori del loro ambiente (che lì è quello della faggeta). Poi le cure selvicolturali furono abbandonate. “Alla base del disastro la creazione di un ampia zona dove è stata esclusa, a vari titoli, la caccia. Pesano negativamente – spiega Michele Corti sul blog di settore  ruralpini.it – gli ostacoli e i disincentivi che continua a incontrare l’attività degli operatori faunistici volontari (“selecontrollori”) ma anche l’ideologia animal-ambientalista che ispira l’azione dell’Ersaf, ente in teoria “strumentale” al settore agricolo ma, in realtà, tutto teso a favorire il rewilding, a propagandare orsi e lupi, a gestire progetti con associazioni ambientaliste”.

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