DON BENVENUTO COMMENTA IL VANGELO DELLA TERZA DOMENICA DOPO PENTECOSTE

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Nonostante tutto quello che vediamo e nonostante avvenimenti difficili che dobbiamo vivere siamo convinti che il mondo è bello, è un grande dono che Dio ci ha fatto. Non solo possiamo contemplarlo ma possiamo goderne in pace ed armonia con tutti. Questo è quello che Dio vuole.

Ma qualcuno si è inserito dall’esterno, si è infiltrato tra noi e Dio e il mondo e ci ha enormemente disturbato. Questo “qualcuno” nel libro della Genesi è chiamato “il serpente” ma Giovanni nel libro dell’Apocalisse lo chiama più chiaramente “il serpente antico, il diavolo” cioè “colui che separa, colui che mette l’uno contro l’altro”. E lo fa usando l’arma del sospetto e del dubbio. Forse non è proprio vero che Dio ci ha fatto un bel regalo donandoci il mondo. Forse non è vero che Dio vuole che siamo veramente felici. Infatti, se Dio vuole che siamo felici perché ci proibisce di fare quello che vogliamo? Se a me pare che una cosa mi renda felice perché non la posso prendere? Sarebbe come regalarmi un bel giardino pieno di alberi, di fiori e di frutti e poi dirmi di non toccare quel tale albero: che regalo sarebbe? Tutto questo non è storia passata, è qualcosa di attualissimo.

Dalle origini della nostra storia, lungo tutta la storia e così anche oggi, noi tutti siamo alle prese con questi grandi interrogativi: che cosa mi fa bene? Che cosa mi rende felice? Dio ci dice che a renderci felici sarà ascoltare la sua parola e fare quello che lui ci chiede. Noi spesso pretendiamo di sapere già quello che ci rende felici e non ci importa di quello che Dio ci chiede. In qualche modo il tentatore è riuscito a separarci da Dio e a convincerci a fare quello che vogliamo. Ma guardiamoci attorno: dove sta andando l’umanità con la sua voglia di fare quello che vuole, abbandonando il Dio che è Padre per andare dietro ad altre cose prese come fossero un dio, come il denaro? Quanti frutti cattivi che portano alla morte invece che alla vita!

Ecco perché la nostra vita è davvero drammatica: perché siamo sempre tentennanti se ascoltare Dio come nostro Padre che ci ama veramente o se vogliamo fare di testa nostra. Dio vuole veramente che siamo felici ma noi saremo felici sempre e solo con Lui! Ma anche quando noi ci allontaniamo da Lui, Lui non si allontanerà mai da noi.

Allora ci fa una promessa solenne: un donna! Una donna, dal cui seno germoglia la vita, una donna che custodisce in sé la vita e poi la genera. Questa donna e la vita che germoglia dal suo seno schiaccerà la testa malvagia di chi porta a pensare che Dio non ci ami! La forza di vita germogliata da questa donna vincerà ogni tentativo di staccarsi da Dio. Questa donna ci insegna a vivere fidandoci di Dio.

Nel Vangelo di oggi ci viene detto il nome di questa donna: si chiama Maria, una semplice fanciulla di Nazareth, villaggio della Galilea, in Palestina. Da lei nascerà il bambino che il suo sposo Giuseppe chiamerà Gesù. Gesù che vuol dire salvatore: perché salverà il suo popolo, e non solo ma anche tutti noi, dai suoi peccati. E i peccati, anzi, il peccato è quello di voler vivere ed essere felici senza Dio che è nostro Padre. Gesù, invece, ci parlerà del Padre e ci insegnerà nuovamente a vivere in pace e nella gioia vivendo come Lui, figlio sempre fedele al Padre.

Don Benvenuto Riva parroco di Ballabio
Don Benvenuto Riva

Parroco di Ballabio

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-> avvisi 30 giugno 2019